bosa
Lavori di dragaggio sul Temo interrogazione della minoranza
di Alessandro Farina
BOSA. I gruppi di minoranza consiliare chiedono formalmente lumi sull’iter del progetto e appalto per il dragaggio del fiume Temo, preoccupati che i fondi attualmente a disposizione per questo...
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BOSA. I gruppi di minoranza consiliare chiedono formalmente lumi sull’iter del progetto e appalto per il dragaggio del fiume Temo, preoccupati che i fondi attualmente a disposizione per questo intervento possano tornare alla Regione. Sull’argomento, che periodicamente torna d’attualità a Bosa, è stata presentata nei giorni scorsi un’interrogazione con richiesta di risposta scritta, di cui probabilmente si discuterà in aula nella prossima riunione di Consiglio.
Anche a Bosa ci si attrezza in questo difficile periodo di emergenza sanitaria, ma l’attività amministrativa deve comunque procedere, tanto più quando in ballo ci sono problematiche legate alla presenza del fiume. Il Temo, infatti, se da un lato è “alleato” quale indiscutibile attrattore turistico, dall’altro pone anche tutta una serie di problemi di non poco conto. Non ultimo quella dell’acqua da tenere sempre efficiente perché le ondate di piena vengano regolarmente smaltite senza problemi, permettendo inoltre navigazione e ormeggi sicuri alle tante imbarcazioni che solcano e trovano riparo in questo “fiordo” naturale della Sardegna. Il fiume andrebbe quindi costantemente ripulito dai detriti che si depositano, riducendo quindi la sua portata.
I consiglieri Rosalia Acca, Claudia Mastinu, Daniela Brundu, Alessandro Naitana e Salvatore Sanna segnalano, nell’interrogazione presentata il 3 marzo scorso, che «dal 2017 non è stato compiuto alcun passo in avanti per il dragaggio del Temo, a parte uno studio ancora in itinere.
La preoccupazione – scrivono – è che come tutti sanno, si stanno verificando innalzamenti pericolosi durante qualunque pioggia. In alcuni tratti del fiume poi, tra fondale e pelo d’acqua, i centimetri a disposizione sono sempre meno con il pericolo nei mesi estivi, che il corso d’acqua non sia più accessibile alla navigazione».
Per i due gruppi di minoranza sono passati ormai sette mesi dall’insediamento di questa amministrazione senza avere notizia alcuna sull’iter del progetto e il possibile avvio dei lavori di dragaggio. Da qui la conseguente richiesta di chiarimenti alla maggioranza.
Anche a Bosa ci si attrezza in questo difficile periodo di emergenza sanitaria, ma l’attività amministrativa deve comunque procedere, tanto più quando in ballo ci sono problematiche legate alla presenza del fiume. Il Temo, infatti, se da un lato è “alleato” quale indiscutibile attrattore turistico, dall’altro pone anche tutta una serie di problemi di non poco conto. Non ultimo quella dell’acqua da tenere sempre efficiente perché le ondate di piena vengano regolarmente smaltite senza problemi, permettendo inoltre navigazione e ormeggi sicuri alle tante imbarcazioni che solcano e trovano riparo in questo “fiordo” naturale della Sardegna. Il fiume andrebbe quindi costantemente ripulito dai detriti che si depositano, riducendo quindi la sua portata.
I consiglieri Rosalia Acca, Claudia Mastinu, Daniela Brundu, Alessandro Naitana e Salvatore Sanna segnalano, nell’interrogazione presentata il 3 marzo scorso, che «dal 2017 non è stato compiuto alcun passo in avanti per il dragaggio del Temo, a parte uno studio ancora in itinere.
La preoccupazione – scrivono – è che come tutti sanno, si stanno verificando innalzamenti pericolosi durante qualunque pioggia. In alcuni tratti del fiume poi, tra fondale e pelo d’acqua, i centimetri a disposizione sono sempre meno con il pericolo nei mesi estivi, che il corso d’acqua non sia più accessibile alla navigazione».
Per i due gruppi di minoranza sono passati ormai sette mesi dall’insediamento di questa amministrazione senza avere notizia alcuna sull’iter del progetto e il possibile avvio dei lavori di dragaggio. Da qui la conseguente richiesta di chiarimenti alla maggioranza.
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