Avis, 100 sacche di sangue in un mese
di Giovanni Melis
Fonni, record per l’associazione che continua a incentivare la cultura del dono
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FONNI. Quasi cento sacche di sangue raccolte in un mese, una continua campagna di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini e di incentivo alla cultura del dono. Sono i numeri della sede Avis Tonino Tolu di Fonni, che nei giorni scorsi ha reso pubblico gli esiti delle donazioni del 7 febbraio e 7 marzo. Le ha comunicate il presidente Stefano Busia che, in una nota ha evidenziato la grande sensibilità dei donatori fonnesi.
«Fonni – scrive Busia – oltre ad essere il paese più alto della Sardegna e quello che si sta dimostrando il più sensibile con grande senso di responsabilità. La prima raccolta il 7 febbraio 46 le persone prelevate, il 7 marzo si sono presentati in 58 di cui 52 hanno donato. Sento il dovere di ancora un volta di ringraziarli tutti, anche quelli che non sono venuti perché precedentemente già esclusi da noi per piccoli problemi di salute». Il numero uno della sede di via Deledda ricorda il paziente lavoro fatto in questi anni per assicurare un costante apporto di donazioni per integrare le scorte di sangue, che mai come quest’anno sono state esigue.
«Il lavoro è stato speso benissimo, in particolare a favore delle persone bisognose di trasfusioni. Ricordo che l’Avis di Fonni conta oltre trecento soci, attestandosi già da alcuni anni con oltre 450 donazioni. Cercheremo di fare di più il gravissimo stato di emergenza che si sta creando, anche a causa del Corona virus». In Sardegna c’è sempre un costante aumento di richiesta di sangue e dalle altre regioni, a causa dell’epidemia, non è possibile inviare nuove sacche ematiche.
«In questo grave periodo – conclude il numero uno dell’Avis fonnese – è necessario un forte richiamo al senso di responsabilità e solidarietà. Non appena possibile promuoveremo altre donazioni e nel frattempo, invitiamo tutti i soci e i cittadini al severo rispetto delle prescrizioni dell’autorità su questa grave epidemia».
«Fonni – scrive Busia – oltre ad essere il paese più alto della Sardegna e quello che si sta dimostrando il più sensibile con grande senso di responsabilità. La prima raccolta il 7 febbraio 46 le persone prelevate, il 7 marzo si sono presentati in 58 di cui 52 hanno donato. Sento il dovere di ancora un volta di ringraziarli tutti, anche quelli che non sono venuti perché precedentemente già esclusi da noi per piccoli problemi di salute». Il numero uno della sede di via Deledda ricorda il paziente lavoro fatto in questi anni per assicurare un costante apporto di donazioni per integrare le scorte di sangue, che mai come quest’anno sono state esigue.
«Il lavoro è stato speso benissimo, in particolare a favore delle persone bisognose di trasfusioni. Ricordo che l’Avis di Fonni conta oltre trecento soci, attestandosi già da alcuni anni con oltre 450 donazioni. Cercheremo di fare di più il gravissimo stato di emergenza che si sta creando, anche a causa del Corona virus». In Sardegna c’è sempre un costante aumento di richiesta di sangue e dalle altre regioni, a causa dell’epidemia, non è possibile inviare nuove sacche ematiche.
«In questo grave periodo – conclude il numero uno dell’Avis fonnese – è necessario un forte richiamo al senso di responsabilità e solidarietà. Non appena possibile promuoveremo altre donazioni e nel frattempo, invitiamo tutti i soci e i cittadini al severo rispetto delle prescrizioni dell’autorità su questa grave epidemia».
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