La Nuova Sardegna

Nuoro

Lezioni a distanza anche per i disabili

di Alessandra Porcu
Lezioni a distanza anche per i disabili

Macomer, gli insegnanti di sostegno portano avanti la didattica con la tecnologia

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MACOMER. Il segreto per catturare l’attenzione e scatenare la fantasia degli alunni disabili sta tutto nel modo in cui si programmano le attività. In particolare se svolte a distanza, come previsto dalla direttiva ministeriale contro il coronavirus che impone la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado fino al prossimo 3 aprile". Maria Giovanna Obinu, insegnante di sostegno al Liceo delle Scienze umane “Galileo Galilei” di Macomer non ha dubbi. «I “ragazzi speciali” – come ama definirli – devono essere stimolati quanto se non di più rispetto ai loro coetanei normodotati. Perciò noi docenti siamo chiamati ad affrontare nuove sfide. Dobbiamo metterci in gioco. Migliorare le nostre conoscenze e tenerci aggiornati il più possibile». Per farlo è indispensabile la tecnologia, specie in un momento delicato come quello che stiamo vivendo. «Lo stop forzato alle lezioni frontali, necessario per evitare i contagi e il proliferare del covid19 –, spiega Maria Giovanna Obinu – sarà un ulteriore banco di prova. Per le prossime 3 settimane la didattica dovrà svolgersi a distanza. Una pratica – ammette la professoressa – che in realtà noi adottiamo da tempo. Il registro elettronico, le mail e i gruppi whatsapp ci consentono di fornire spiegazioni agli alunni, inviare loro materiale utile e di correggere i compiti. Speriamo, nel più breve tempo possibile, di poter aver accesso anche a Google Suite». Si tratta di un’applicazione che permette di condividere online documenti, presentazioni, creare form di contatti e persino sondaggi online. «Grazie alla connessione web, che a onor del vero spesso è lenta o del tutto assente, riusciamo a interfacciarci con i nostri studenti. Siamo in grado di utilizzare le mappe concettuali e di impostare lezioni che i ragazzi possono riempire di contenuti». Ogni alunno, per via della disabilità che può essere cognitiva o no, ha le sue esigenze. «C’è chi lavora meglio se stimolato con i colori e chi eccelle nelle materie umanistiche. Da qui l’uso di metodologie differenti che, al contrario di quanto si pensi – conclude Obinu – non sono meno performanti rispetto a quelle tradizionali».

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