Denunciato escursionista soccorso sul Montalbo
di Sergio Secci
Siniscola, il cittadino romano che ha violato le prescrizioni rischia fino a tre mesi di reclusione
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SINISCOLA. Ha trascorso la notte all’addiaccio dopo essersi avventurato in un canyon del Montalbo. Ora rischia una pena fino a tre mesi di reclusione per aver infranto le regole che dispongono di non allontanarsi da casa se non per giustificato motivo. Raggiunto e soccorso dai vigili del fuoco di Siniscola e dai colleghi del gruppo speleo alpino fluviale, un uomo originario di Roma è stato denunciato dai carabinieri della Compagnia per aver contravvenuto alle prescrizioni imposte per contrastare il Covid-19.
Malgrado i tanti appelli a non uscire di casa se non per espletare esigenze strettamente necessarie e urgenti, il cittadino di origine romana approfittando della bella giornata primaverile, l’altro ieri ha deciso di effettuare un’escursione sul versante orientale del Montalbo, finendo però in una zona particolarmente impervia.
La storia è inizia mercoledì pomeriggio quando, dopo aver raggiunto a piedi le pendici del massiccio calcareo, l’uomo ha proseguito la sua passeggiata risalendo un costone. Ha poi perso l’orientamento non riuscendo più a ripercorrere la via a ritroso. Con il sopraggiungere dell’oscurità lo scalatore ha capito che non sarebbe riuscito a riscendere a valle e si è visto costretto a lanciare l’allarme con una telefonata al centralino dei vigili del fuoco di Nuoro che ha dirottato sul posto una squadra dalla vicina zona industriale. Visto il luogo impervio alla squadra si è aggiunto un raggruppamento del Saf: l’uomo è stato geolocalizzato grazie al suo telefono ma con il buio, anche per gli esperti scalatori del Soccorso alpino è stato difficile raggiungere il posto in cui si trovava. Le operazioni di soccorso, così, sono state rinviate alle prime luci dell’alba di ieri. L’uomo seppur provato dalla notte passata all’aperto, è stato trovato in discrete condizioni di salute anche se le operazioni di soccorso sono state rallentate dalle procedure anti-contagio in vigore da qualche giorno. Utilizzando corde e rampini, i vigili sono comunque riusciti a calare l’uomo a valle consegnandolo all’equipe del 118 giunta da Siniscola che lo hanno sottoposto ad accurata visita medica. Le sue condizioni di salute sono buone.
Malgrado i tanti appelli a non uscire di casa se non per espletare esigenze strettamente necessarie e urgenti, il cittadino di origine romana approfittando della bella giornata primaverile, l’altro ieri ha deciso di effettuare un’escursione sul versante orientale del Montalbo, finendo però in una zona particolarmente impervia.
La storia è inizia mercoledì pomeriggio quando, dopo aver raggiunto a piedi le pendici del massiccio calcareo, l’uomo ha proseguito la sua passeggiata risalendo un costone. Ha poi perso l’orientamento non riuscendo più a ripercorrere la via a ritroso. Con il sopraggiungere dell’oscurità lo scalatore ha capito che non sarebbe riuscito a riscendere a valle e si è visto costretto a lanciare l’allarme con una telefonata al centralino dei vigili del fuoco di Nuoro che ha dirottato sul posto una squadra dalla vicina zona industriale. Visto il luogo impervio alla squadra si è aggiunto un raggruppamento del Saf: l’uomo è stato geolocalizzato grazie al suo telefono ma con il buio, anche per gli esperti scalatori del Soccorso alpino è stato difficile raggiungere il posto in cui si trovava. Le operazioni di soccorso, così, sono state rinviate alle prime luci dell’alba di ieri. L’uomo seppur provato dalla notte passata all’aperto, è stato trovato in discrete condizioni di salute anche se le operazioni di soccorso sono state rallentate dalle procedure anti-contagio in vigore da qualche giorno. Utilizzando corde e rampini, i vigili sono comunque riusciti a calare l’uomo a valle consegnandolo all’equipe del 118 giunta da Siniscola che lo hanno sottoposto ad accurata visita medica. Le sue condizioni di salute sono buone.
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