Confesercenti: «Resteremo senza liquidità»
Cadeddu chiede a Governo e Regione provvedimenti immediati per scongiurare il peggio
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NUORO. «Continua a crescere l’impatto dell’emergenza coronavirus sull’economia. Le nuove, più severe, misure di contenimento, seppur necessarie, incideranno pesantemente sulle imprese che già prima della crisi si trovavano in una situazione di estrema debolezza». Alla Confesercenti di Nuoro ne sono convinti. «Anche nel caso la situazione dovesse tornare alla normalità dopo il 3 aprile, lo shutdown delle attività e le nuove restrizioni, combinate con il tracollo del turismo, arriveranno a determinare una contrazione di consumi che sarà impossibile riassorbire nel corso dell’anno» dicono dall’associazione di categoria. Una frenata che sta mettendo a dura prova le attività economiche e che, in assenza di un adeguato sostegno finanziario, potrebbe portare inevitabilmente a diffuse situazioni di fallimento. «Bene il rinvio delle scadenze fiscali del prossimo 16 marzo – commenta Roberto Cadeddu, presidente della Confesercenti di Nuoro –, ma nel decreto che si accinge a varare il Governo, così come negli interventi che la giunta regionale, dovranno trovare spazio misure che vadano incontro alla situazione di massima difficoltà che le imprese sarde, tutte, senza distinzioni di settore, stanno attraversando». «Nei provvedimenti immediati dovranno trovare spazio misure di sostegno necessarie a fronteggiare l’inattività da chiusura forzata, a partire dal rinvio dei pagamenti di utenze, mutui e finanziamenti… senza dimenticare una sorta di moratoria degli affitti». «Ma subito dopo – continua Cadeddu – si dovrà urgentemente intervenire su credito, ammortizzatori sociali e tributi locali. In caso contrario, infatti, quando l’emergenza si sarà attenuata e saremo chiamati a ripartire, le imprese saranno impossibilitate a farlo se prive della necessaria liquidità». «Credo che di questo dobbiamo essere consapevoli – conclude il presidente della Confesercenti di Nuoro Roberto Cadeddu – se non pensiamo già oggi alla ripresa verrà inevitabilmente meno nell’immediato futuro ogni speranza di recuperare le perdite».
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