«Emergenza, ospedale escluso»

Barbagia e Mandrolisai, i sindaci: «Il San Camillo di Sorgono tagliato fuori dal piano strategico»

SORGONO. C’è viva preoccupazione nel comprensorio Barbagia Mandrolisai attorno al destino dell’ospedale di Sorgono, in questi giorni ulteriormente svuotato di personale. L’Ats ha infatti trasferito alcuni medici al San Francesco di Nuoro per far fronte alle quarantene. Nel personale serpeggia una certa preoccupazione. Ovvero quella della chiusura dei reparti del San Camillo per un trasferimento di massa a Nuoro. Semplici, forse inopinate, voci che però trovano conferma nei recenti atti della regione Sardegna, che sembrano escludere il San Camillo dall’attivazione dell’area sanitaria critica. In una nota, sottoscritta dal presidente della Comunità montana e da tutti i primi cittadini, si chiedono lumi sul piano approvato il 12 marzo dalla giunta guidata dal presidente Christian Solinas. «Con sorpresa – scrivono i sindaci – apprendiamo dalla stampa, in quanto non si è avuto modo di leggere integralmente il documento strategico del 12 marzo, che l’ ospedale San Camillo è l’unica struttura ad essere esclusa dal Piano strategico per l’attivazione progressiva di strutture di area critica. Come sindaci del Mandrolisai, vorremmo che il mancato inserimento del San Camillo, sia solo una dimenticanza alla quale rimediare».

Di qui la richiesta di chiarimenti sottoscritta dal presidente della Comunità Montana e sindaco di Atzara, Alessandro Corona, da Gualtiero Mameli di Aritzo, Alessandro Alciator di Austis, Sebastiano Casula di Austis, Gigi Littarru di Desulo, Francesco Mario Peddio di Gadoni, Marco Demuru di Meana Sardo, Francesco Carta di Ortueri, Cristina Sedda di Ovodda, Giovanni Arru di Sorgono, Costantino Tidu di Teti, Francesco Zucca di Tiana, Flavia Loche di Tonara.

«Nel caso sia stata una scelta deliberata – aggiungono i sindaci – allora abbiamo seri motivi per preoccuparci. La struttura di Sorgono già dispone di ben 36 posti letto, di cui 18 in medicina, 18 in chirurgia, più altri 18 disponibili al primo piano e altri 18 al terzo piano, per un totale di 76». I primi cittadini rilevano anche l’importanza strategia del San Camillo. «Non è comprensibile – si legge ancora nel documento – che la suddivisione in due macro-aree di competenze, Nord e Sud, per consentire la massima sicurezza nel trasporto dei pazienti e verso i presidi di riferimento, escluda proprio il presidio di Sorgono situato al centro delle due macro aree. È paradossale che a fronte di una immediata utilizzabilità di posti letto, la struttura del San Camillo, totalmente pubblica, non sia stata inserita, né nella prima fase operativa, né nella terza». Secondo la formulazione del documento, Sorgono sarebbe escluso, nella cosiddetta quarta fase a favore di strutture private. «I sindaci di questo territorio – si conclude nella nota – insieme a tutti gli operatori sanitari che lavorano all’ospedale San Camillo hanno voluto rappresentare una situazione, che non può vederli esclusi, da un concorso di solidarietà e responsabilità di un momento così difficile». Nel frattempo in ospedale si chiedono nuovi medici e materiali. «Servono i Dpi – ripete Piero Efisio Demurtas – e che ci mettano in condizioni di essere utili. Sorgono è presidio fondamentale per sgravare il San Francesco in questo periodo di emergenza».

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