Progetto di Tanca Manna approvata variazione Puc
di Francesco Pirisi
Il Consiglio comunale ha previsto una deroga al piano urbanistico L’archeologo Demis Murgia valorizzerà il nuraghe e le capanne dell’area
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NUORO. Vedrà la luce quest’anno il progetto per la valorizzazione del nuraghe e delle capanne di Tanca Manna, nell’abitato cittadino. L’intervento riguarda la realizzazione di infrastrutture di servizio per le visite al sito e l’allestimento di percorsi didattici. Prevista anche la riproduzione di una parte del complesso nuragico, che risale al bronzo medio. A febbraio il consiglio comunale ha approvato lo studio di fattibilità del progetto, proposto dall’archeologo Demis Murgia, concessionario per 10 anni dell’area archeologica. Delibera che ha previsto una deroga al piano urbanistico comunale, considerato che la zona rientra tra quelle a tutela integrale.
L’assessora del Turismo, Rachele Piras: «Si tratta di un’opera pubblica e quindi è previsto si possa derogare alle norme del Puc. Altra cosa, l’intervento rientra nel piano di valorizzazione del sito, che in questi anni è stato interessato da diverse campagne di scavi, gestite dall’università di Bologna». Il progetto ha partecipato al bando CultureLab della Regione, destinato a imprese culturali. Il comune di Nuoro vi ha inserito il sito di Tanca Manna e la proposta presentata da Murgia. Dunque, un’iniziativa pubblico-privata, che rappresenta la nuova frontiera dei piani di sfruttamento di risorse naturali e monumentali. Tanto che ci sarà una quota del concessionario nei 150mila euro stanziati dalla Regione, all’interno del progetto di rilancio del Nuorese. Due le parti dell’intervento, la cui progettazione è dell’architetto Martina Marras. Le nuove costruzioni del centro-visitatori, con biglietteria, punto ristoro, book-shop e servizi igienici. Opere realizzate con acciaio “corten”, da parte della ditta Bam, dei fratelli Bruno. L’altra opera fisica è quella per la riproduzione di una porzione delle capanne nuragiche, nello spiazzo davanti al complesso monumentale. Prevista la collaborazione dell’agenzia regionale Forestas. La seconda parte è quella dell’allestimento del percorso per conoscere il sito e la vita dei nuragici. Demis Murgia: «C’è dentro la visita al nuraghe e ai resti delle capanne. Per capire di più della realtà antica, grazie all’impiego di oculari sarà visibile l’ambiente presente nel tempo dell’insediamento umano, compresa la campagna tutt’intorno, quella dei colli oggi occupati dalle costruzioni della città». Nell’offerta ci sono le molte conoscenze acquisite in quasi un decennio di scavi, dall’équipe del docente dell’università di Bologna, Maurizio Catani, che ha la responsabilità scientifica dell’attività. Lavoro che presto sarà raccolto in una monografia. Ma già tanti, soprattutto tra gli allievi della scuola, si sono avvicinati alla realtà di Tanca Manna. Sono stati realizzati progetti didattici e per diversi anni il programma di visita e conoscenza diretta, Nuragic Experience.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’assessora del Turismo, Rachele Piras: «Si tratta di un’opera pubblica e quindi è previsto si possa derogare alle norme del Puc. Altra cosa, l’intervento rientra nel piano di valorizzazione del sito, che in questi anni è stato interessato da diverse campagne di scavi, gestite dall’università di Bologna». Il progetto ha partecipato al bando CultureLab della Regione, destinato a imprese culturali. Il comune di Nuoro vi ha inserito il sito di Tanca Manna e la proposta presentata da Murgia. Dunque, un’iniziativa pubblico-privata, che rappresenta la nuova frontiera dei piani di sfruttamento di risorse naturali e monumentali. Tanto che ci sarà una quota del concessionario nei 150mila euro stanziati dalla Regione, all’interno del progetto di rilancio del Nuorese. Due le parti dell’intervento, la cui progettazione è dell’architetto Martina Marras. Le nuove costruzioni del centro-visitatori, con biglietteria, punto ristoro, book-shop e servizi igienici. Opere realizzate con acciaio “corten”, da parte della ditta Bam, dei fratelli Bruno. L’altra opera fisica è quella per la riproduzione di una porzione delle capanne nuragiche, nello spiazzo davanti al complesso monumentale. Prevista la collaborazione dell’agenzia regionale Forestas. La seconda parte è quella dell’allestimento del percorso per conoscere il sito e la vita dei nuragici. Demis Murgia: «C’è dentro la visita al nuraghe e ai resti delle capanne. Per capire di più della realtà antica, grazie all’impiego di oculari sarà visibile l’ambiente presente nel tempo dell’insediamento umano, compresa la campagna tutt’intorno, quella dei colli oggi occupati dalle costruzioni della città». Nell’offerta ci sono le molte conoscenze acquisite in quasi un decennio di scavi, dall’équipe del docente dell’università di Bologna, Maurizio Catani, che ha la responsabilità scientifica dell’attività. Lavoro che presto sarà raccolto in una monografia. Ma già tanti, soprattutto tra gli allievi della scuola, si sono avvicinati alla realtà di Tanca Manna. Sono stati realizzati progetti didattici e per diversi anni il programma di visita e conoscenza diretta, Nuragic Experience.
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