Posada, servizio di ludoteca online
di Sergio Secci
I bambini del paese impegnati da casa a fare lavoretti condivisi su whatsapp
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POSADA. Costretti a restare in casa per le restrizioni sul coronavirus, i servizi sociali e la coop Lariso non lasciano i bambini soli sono in campo con set e ludoteca. “Si gioca a modo nostro, non c’è uno spazio dove colpire ma sapremo essere vicini anche nella distanza”. Questo lo slogan scelto per l’avvio delle attività via web o etere. Dopo la chiusura del centro, per tutelare la salute di bambini, famiglie e collaboratori che ruotano in vari comuni, si è pensato di riorganizzare i servizi al fine di dare continuità alle attività intraprese fino ad oggi. «Fra i sintomi del Coronavirus non si sottovaluta il grave rischio di solitudine e noia che può crescere specialmente nella famiglie con figlio unico – dicono Cinzia Murru, Giusy Bandinu e Marco Ventroni dei Servizi sociali e le bibliotecarie Paoletta e Adelaide –. Il virus colpisce le relazioni da cui tutti noi ci alimentiamo per il nostro benessere socioemotivo, limitandole, ed è per questo che ancora più di prima, bisogna proseguire dando spazio alla fantasia». Già dalla scorsa settimana la ludoteca ha un gruppo virtuale su whatsapp dove gli operatori mandano saluti abbracci e le consegne da fare, postano i loro lavori e chiedono suggerimenti.
«Si tratta di un gruppo aperto – spiegano ancora – al quale possono iscriversi anche i bambini che non avevano aderito al servizio. I risultati del lavoro avviato si vedono già all’esterno di molte case dove sono stati appesi i lavoretti su carta o su maglietta bianca con il messaggio “Ora siamo distanti ma presto ci abbracceremo”».
Sulla stessa linea si muove il servizio educativo territoriale per il supporto a distanza con i minori in carico e le loro famiglie. Per monitorare e supportare le condizioni di salute si sta ipotizzando anche un’ulteriore estensione delle attività. Tutti gli operatori dei Servizi sociali continuano gli interventi con professionalità adempiendo ai compiti di cura e recandosi anche a domicilio nonostante la ristrettezza dei dispositivi di sicurezza.
«Si tratta di un gruppo aperto – spiegano ancora – al quale possono iscriversi anche i bambini che non avevano aderito al servizio. I risultati del lavoro avviato si vedono già all’esterno di molte case dove sono stati appesi i lavoretti su carta o su maglietta bianca con il messaggio “Ora siamo distanti ma presto ci abbracceremo”».
Sulla stessa linea si muove il servizio educativo territoriale per il supporto a distanza con i minori in carico e le loro famiglie. Per monitorare e supportare le condizioni di salute si sta ipotizzando anche un’ulteriore estensione delle attività. Tutti gli operatori dei Servizi sociali continuano gli interventi con professionalità adempiendo ai compiti di cura e recandosi anche a domicilio nonostante la ristrettezza dei dispositivi di sicurezza.
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