La Nuova Sardegna

Nuoro

Novena delle Grazie storica

di Alessandro Mele

Il vescovo Mura affida la città alla Madonna e per la pandemia revisiona il testo pensato nel 1812

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NUORO. Il vescovo Antonello Mura, la chiesa di Nuoro e la città fanno ancora affidamento alla Madonna delle Grazie, nel giorno della festa dell’Annunciazione, affinché interceda per sconfiggere la pandemia di Covid-19. «Tu che sei l’immagine della donna nuova, donaci, quale mamma di ogni grazia, la forza per vincere e superare le attuali avversità, perché con il nostro impegno e con l’aiuto dell’ingegno umano possiamo edificare un’umanità risanata e rinnovata». È una parte significativa della preghiera che monsignor Antonello Mura ha pronunciato sotto l’altare dove è custodito il plurisecolare simulacro della Madonna della Grazie. Lo ha fatto entrando nella storia della città non solo con la scelta di una novena straordinaria, terminata martedì; e la seconda dopo quella del 1812 nella quale la città chiese alla Madonna di proteggerla dalla peste, ma anche revisionando per le circostanze attuali, il testo della preghiera che da oltre 2 secoli migliaia di fedeli recitano nel mese di novembre quando si tiene la novena cosiddetta ordinaria. In un santuario delle Grazie vuoto e senza rumore, il presule, insieme ai concelebranti padre Giuseppe Magliani, don Giovannino Puggioni, don Giovanni Maria Chessa e don Alessandro Fadda, in rappresentanza di tutta la chiesa nuorese, si è ancora una volta rivolti alla Vergine: «Da questo santuario, luogo dal quale siamo abituati a invocare la Madonna delle Grazie – ha detto il vescovo Antonello durante l’omelia – siamo qui, anche senza gente, come Chiesa e comunità, imploranti verso la mamma di tutte le Grazie affinché ci ascolti in questo tempo di calamità. È un’ atmosfera diversa da altri momenti nei quali abbiamo celebrato in questo luogo, anche la voce che rimbomba rappresenta un eco di mille assemblee del popolo che si trovava qui e ora le nostre voci rappresentano quelle della nostra gente. In questo tempo pieno di domande e di tensioni a causa di questa epidemia possiamo celebrare Maria perché anche lei è completamente coinvolta nella realtà dell'umanità. È un punto di riferimento per chiunque voglia scegliere atteggiamenti non di rigetto nei confronti della realtà. Sarebbe negativo se noi dicessimo semplicemente: non è giusto, la fede ci deve aiutare ad accettare la nostra realtà». Una giornata di affidamento alla Madonna che non si potrà dimenticare: «Una celebrazione solenne in un'atmosfera tutta particolare – ha detto il parroco delle Grazie padre Giuseppe Magliani –. Non certo la gioia del 21 novembre del 1976 quando, diacono, ero accanto a monsignor Giovanni Melis che poneva sul capo di Nostra Signora delle Grazie la nuova preziosa corona. Maria ci insegni, come ha saputo fare lei nei giorni del dolore, a vivere con fede questo momento e riscoprire ciò che davvero conta nella nostra vita per essere comunità capace di testimoniare l'amore di Dio nei gesti feriali della nostra vita». Non sono mancati, durante la celebrazione, il ricordo e la preghiera per don Pietro Muggianu, scomparso lo scorso lunedì e prima vittima di coronavirus nel nuorese, ma anche per l’altro sacerdote della città risultato positivo al tampone e ricoverato in gravi condizioni così come per tutti coloro che lottano vittime della pandemia.

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