Istituti scolastici e pulizie venti addetti senza paga
di Stefania Vatieri
Il personale che lavora per ditte esterne è fuori anche dall’ipotesi disoccupazione «Ci sentiamo abbandonati». Muravera (Cgil): «Il governo trovi una soluzione»
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NUORO. Senza stipendio e senza disoccupazione : l’emergenza Coronavirus lascia a casa migliaia di lavoratori degli appalti delle pulizie delle scuole. Sono oltre quattromila in tutta Italia e circa venti nella sola provincia di Nuoro e Ogliastra gli addetti alle pulizie degli istituti scolastici del territorio che lavorano per ditte esterne, rimasti fuori dal piano di internalizzazione e che oggi si trovano senza stipendio e senza disoccupazione. Una difficile situazione, parallela all’emergenza sanitaria che sta creando disagi e preoccupazione tra le numerose famiglie delle lavoratrici che dal prossimo mese dovranno fare i conti con portafogli vuoti e incombenze familiari da soddisfare.
«Ci sentiamo abbandonati e in balia delle onde – raccontano alcune lavoratrici di Nuoro – L’incertezza sul nostro futuro è la situazione sanitaria in corso sta creando in numerose famiglie rabbia e disperazione perché spesso questo stipendio rappresenta l’unica fonte di reddito. Non abbiamo potuto godere neanche dello stipendio di febbraio che la ditta sta erogando a singhiozzi. L’unica nostra richiesta in questo momento è il licenziamento». Ma ciò che hanno ottenuto fino ad ora è la sospensione dal lavoro, ai sensi dell’articolo 34 del Ccnl multiservizi, senza la possibilità dunque di poter godere di alcun ammortizzatore sociale. «La situazione nuorese è analoga a quella nazionale in cui tutti i non internalizzati, cioè assunti dal ministero dell’Istruzione come personale Ata, perché mancanti dei requisiti richiesti dal bando ministeriale sono rimasti in capo alle aziende che non hanno proceduto neanche al licenziamento per non pagare il contributo Naspi dovuto dalle aziende all'Inps in caso di licenziamento – spiega la segretaria provinciale Filcams-Cgil, Domenica Muravera – Gli esclusi dalla internalizzazione della nostra provincia sono attualmente in capo ad una società pugliese, Integrated Facility Management, che ha sostituito la fallita Società italiana servizi, Sis, dal 1 febbraio 2020 con contratto a tempo indeterminato, quando si sapeva che al 29 febbraio sarebbero cessati gli appalti – sottolinea con forza la sindacalista – I sindacati stanno chiedendo da tempo al governo di trovare una soluzione per gli esclusi che preveda la loro internalizzazione con un successivo mando e che si ponga fine a questa situazione di sospensione che non permette ai lavoratori di usufruire della Naspi». Un problema noto da tempo che oggi si concretizza nel peggiore dei modi, scrivendo una nuova pagina dolorosa di questa emergenza.
«La situazione è preoccupante per il grave disagio economico e sociale che investe questi lavoratori e queste lavoratrici per lo più monoreddito – aggiunge Domenica Muravera – Abbiamo casi disperati anche in provincia di Nuoro e Ogliastra e stiamo chiedendo tramite i nostri sindacati nazionali che anche queste persone dimenticate dallo Stato, vengano inclusi nelle richieste di ammortizzatori sociali che le aziende possono fare secondo il decreto “Cura Italia”. Vorrei comunque rassicurare i lavoratori : il sindacato farà tutto il possibile per garantire il rispetto dei loro diritti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Ci sentiamo abbandonati e in balia delle onde – raccontano alcune lavoratrici di Nuoro – L’incertezza sul nostro futuro è la situazione sanitaria in corso sta creando in numerose famiglie rabbia e disperazione perché spesso questo stipendio rappresenta l’unica fonte di reddito. Non abbiamo potuto godere neanche dello stipendio di febbraio che la ditta sta erogando a singhiozzi. L’unica nostra richiesta in questo momento è il licenziamento». Ma ciò che hanno ottenuto fino ad ora è la sospensione dal lavoro, ai sensi dell’articolo 34 del Ccnl multiservizi, senza la possibilità dunque di poter godere di alcun ammortizzatore sociale. «La situazione nuorese è analoga a quella nazionale in cui tutti i non internalizzati, cioè assunti dal ministero dell’Istruzione come personale Ata, perché mancanti dei requisiti richiesti dal bando ministeriale sono rimasti in capo alle aziende che non hanno proceduto neanche al licenziamento per non pagare il contributo Naspi dovuto dalle aziende all'Inps in caso di licenziamento – spiega la segretaria provinciale Filcams-Cgil, Domenica Muravera – Gli esclusi dalla internalizzazione della nostra provincia sono attualmente in capo ad una società pugliese, Integrated Facility Management, che ha sostituito la fallita Società italiana servizi, Sis, dal 1 febbraio 2020 con contratto a tempo indeterminato, quando si sapeva che al 29 febbraio sarebbero cessati gli appalti – sottolinea con forza la sindacalista – I sindacati stanno chiedendo da tempo al governo di trovare una soluzione per gli esclusi che preveda la loro internalizzazione con un successivo mando e che si ponga fine a questa situazione di sospensione che non permette ai lavoratori di usufruire della Naspi». Un problema noto da tempo che oggi si concretizza nel peggiore dei modi, scrivendo una nuova pagina dolorosa di questa emergenza.
«La situazione è preoccupante per il grave disagio economico e sociale che investe questi lavoratori e queste lavoratrici per lo più monoreddito – aggiunge Domenica Muravera – Abbiamo casi disperati anche in provincia di Nuoro e Ogliastra e stiamo chiedendo tramite i nostri sindacati nazionali che anche queste persone dimenticate dallo Stato, vengano inclusi nelle richieste di ammortizzatori sociali che le aziende possono fare secondo il decreto “Cura Italia”. Vorrei comunque rassicurare i lavoratori : il sindacato farà tutto il possibile per garantire il rispetto dei loro diritti».
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