Il San Francesco rimodulato sul Covid
di Simonetta Selloni
Ottanta posti letto, una profonda riorganizzazione degli spazi e dei servizi: così l’ospedale affronta l’emergenza
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NUORO. Già da qualche giorno una decina di pazienti Covid-19 sono stati trasferiti nel reparto cosiddetto “Temporaneo 1”, realizzato ex novo per l’emergenza coronavirus all’ospedale San Francesco. Dopo l’incidente di percorso di inizio marzo, con il caso dei 16 sanitari positivi al Covid-19, la direzione generale e sanitaria dell’Assl ha profondamente rivisto l’organizzazione interna del San Francesco. L’ospedale è entrato nel piano strategico regionale per fronteggiare l’evolversi del contagio. Complessivamente sono diventati ottanta i posti letto interamente dedicati ai pazienti colpiti dal virus, secondo una rimodulazione degli spazi che tiene conto delle condizioni cliniche, a partire dai casi sospetti, per proseguire con quelli ordinari, sub intensivi e intensivi.
Il reparto “Temporaneo 1” avrebbe dovuto ospitare (e lo farà quando l’emergenza sarà passata) la Pediatria e la Terapia intensiva neonatale. Ha 28 posti letto, può accogliere pazienti in degenza ordinaria, sub intensivi e intensivi, e, se fosse necessario aumentare i posti già disponibili nella Rianimazione, che sono 14.
Nel reparto Malattie infettive, ai nove posti letto già attivati, se ne sono aggiunti sette nei locali inizialmente destinati alla Neuropsichiatria infantile. Si tratta di una zona attigua alle Malattie infettive, ora definita “area sospetti”, dove saranno convogliati i pazienti sui quali non c’è ancora il riscontro diagnostico.
Se l’emergenza Covid dovesse richiedere ulteriori spazi, al decimo piano del San Francesco è pronta un’altra area in grado di ospitare venti posti letto. Il reparto è destinato ad accogliere la Pneumologia, che finora si trova nell’ospedale Zonchello. Nel sanatorio, dove c’è ancora comunque un’area residuale di Pneumologia, andranno i post-acuti.
L’equìpe medica dedicata ai pazienti Covid è necessariamente multidisciplinare. Ne fanno parte rianimatori, medici provenienti da Malattie infettive, internisti, cardiologi, pneumologi e, per l’area sospetti, sanitari del Pronto soccorso. «La direzione della Assl e quella sanitaria si muovono secondo il principio della flessibilità, con una rimodulazione che asseconda le situazioni ritenute prioritarie di volta in volta, e che è resa possibile dal contributo di tutti i professionisti nella previsione e organizzazione dei percorsi», sottolinea Grazia Cattina, direttrice d’area. «Per noi è fondamentale anche il raccordo con il territorio, con i professionisti impegnati nell’individuazione dei pazienti positivi», aggiunge.
Al San Francesco, peraltro, vengono accolti anche pazienti Covid provenienti da altri ospedali. Da ieri è stata allestita una sala parto per pazienti Covid, comunicante con il blocco operatorio. Attigua alla sala parto, c’è una sala travaglio. Senza trascurare le attività no-Covid: non si può infatti dimenticare che gli altri pazienti continuano ad avere necessità di assistenza. Le chirurgie sono state accorpate e suddivise in tre macro-aree: chirurgica propriamente detta, ortopedica e ginecologica.
Sul piano della sicurezza, si è provveduto alla separazione dei percorsi Covid da quelli no-Covid; c’è un ingresso unico per operatori e visitatori (ma l’accesso è consentito soltanto se si dispone di una specifica autorizzazione), nel quale è prevista la misurazione della temperatura.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il reparto “Temporaneo 1” avrebbe dovuto ospitare (e lo farà quando l’emergenza sarà passata) la Pediatria e la Terapia intensiva neonatale. Ha 28 posti letto, può accogliere pazienti in degenza ordinaria, sub intensivi e intensivi, e, se fosse necessario aumentare i posti già disponibili nella Rianimazione, che sono 14.
Nel reparto Malattie infettive, ai nove posti letto già attivati, se ne sono aggiunti sette nei locali inizialmente destinati alla Neuropsichiatria infantile. Si tratta di una zona attigua alle Malattie infettive, ora definita “area sospetti”, dove saranno convogliati i pazienti sui quali non c’è ancora il riscontro diagnostico.
Se l’emergenza Covid dovesse richiedere ulteriori spazi, al decimo piano del San Francesco è pronta un’altra area in grado di ospitare venti posti letto. Il reparto è destinato ad accogliere la Pneumologia, che finora si trova nell’ospedale Zonchello. Nel sanatorio, dove c’è ancora comunque un’area residuale di Pneumologia, andranno i post-acuti.
L’equìpe medica dedicata ai pazienti Covid è necessariamente multidisciplinare. Ne fanno parte rianimatori, medici provenienti da Malattie infettive, internisti, cardiologi, pneumologi e, per l’area sospetti, sanitari del Pronto soccorso. «La direzione della Assl e quella sanitaria si muovono secondo il principio della flessibilità, con una rimodulazione che asseconda le situazioni ritenute prioritarie di volta in volta, e che è resa possibile dal contributo di tutti i professionisti nella previsione e organizzazione dei percorsi», sottolinea Grazia Cattina, direttrice d’area. «Per noi è fondamentale anche il raccordo con il territorio, con i professionisti impegnati nell’individuazione dei pazienti positivi», aggiunge.
Al San Francesco, peraltro, vengono accolti anche pazienti Covid provenienti da altri ospedali. Da ieri è stata allestita una sala parto per pazienti Covid, comunicante con il blocco operatorio. Attigua alla sala parto, c’è una sala travaglio. Senza trascurare le attività no-Covid: non si può infatti dimenticare che gli altri pazienti continuano ad avere necessità di assistenza. Le chirurgie sono state accorpate e suddivise in tre macro-aree: chirurgica propriamente detta, ortopedica e ginecologica.
Sul piano della sicurezza, si è provveduto alla separazione dei percorsi Covid da quelli no-Covid; c’è un ingresso unico per operatori e visitatori (ma l’accesso è consentito soltanto se si dispone di una specifica autorizzazione), nel quale è prevista la misurazione della temperatura.
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