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Nuoro

Lanusei, fiocco rosa nel reparto di Ostetricia

di Giusy Ferreli
Lanusei, fiocco rosa nel reparto di Ostetricia

Lacrime di gioia per la nascita delle piccola Sofia condivise a distanza da mamma e papà

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LANUSEI. Dei 90 bimbi, equamente divisi tra maschietti e femminucce, venuti alla luce in questi primi mesi del 2020 nel reparto di Ostetricia e ginecologia dell'ospedale di Lanusei, Sofia è l'ultima nata. Uno scricciolo di 2 chili e 600 grammi che ha fatto sentire i suoi primi vagiti alle 21 in punto di martedì sera per la gioia di tutto il reparto e dei neogenitori. Un arrivo un tantino precipitoso il suo – Sofia è nata di 35 settimane – accolto da tutti come un inno alla speranza.

«Non credevo di poter vivere l’esperienza del parto in questa situazione quasi surreale» racconta mamma Valentina, che con il padre della bimba, suo marito Diego, abita a Tortolì. Protetta con le mascherine d’ordinanza, così come tutto il personale sanitario, le altre gestanti e le neomamme ospiti del Nostra signora della Mercede, ha dato alla luce la sua piccola. «Certo – dice – la preoccupazione per il parto prematuro era forte e la situazione del tutto inattesa ma tutto è andato bene». Il timore di dover partorire in un momento particolarmente delicato , la consapevolezza di essersi affidata ad una equipe di professionisti competenti e, infine, il sollievo per il lieto fine sono gli stati d’animo che hanno accompagnato la neomamma in questi convulsi giorni caratterizzati da un’emergenza sanitaria senza precedenti. Anche lei ha dovuto rinunciare a qualcosa di molto importante ma non ne ha fatto un dramma.

«Mi è dispiaciuto non avere avuto vicino mio marito durante il travaglio e al momento della nascita della nostra prima figlia, ma so perfettamente – sottolinea Valentina – che queste restrizioni sono necessarie per il bene comune. In reparto e in sala parto sono stati gentilissimi e hanno fatto tutto ciò che era necessario per non farmi pesare l’assenza. Anche il rapporto con le altre mamme è stato rafforzato d questa situazione, più profondo e vero». Il papà, che alle prime avvisaglie del travaglio non ha potuto far altro che accompagnare Valentina al pronto soccorso e tornare a casa, sino alle dimissioni di Sofia e della moglie potrà vederle solo in video chiamata. «Per fortuna – dice la neomamma – la tecnologia ci è venuta in soccorso».

Il ritorno a casa della famiglia Vacca non sarà di quelli canonici. Il primo viaggio della bimba sarà accompagnato da un modulo di autocertificazione e non ci saranno i nonni ad accoglierla. «Vorrà dire che coglieremo il lato positivo della cosa. Certo dovremo fare a meno del calore dei nostri familiari ma – conclude Valentina – ci gusteremo l'intimità».

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