Espropri, l’ok della Corte dei Conti

I giudici operano però un taglio dai fondi regionali al Comune per interessi e penali. Soddu: approvato il nostro operato

NUORO. I fondi della Regione al Comune per pagare i debiti da espropri saranno di 20 milioni e 700mila euro e non di 31. Lo ha stabilito due giorni fa la Corte dei Conti, che ha approvato la relazione istruttoria inviata a gennaio agli uffici municipali. La motivazione per i nuovi conteggi sta nel fatto che il comune avrebbe sovrastimato i propri debiti, aperti per lo più con la Cassa depositi e prestiti, che ha anticipato le somme per pagare i proprietari dei terreni. La conseguenza è che dovranno essere restituiti alla Regione circa 800mila euro degli 11 milioni ottenuti per le annualità 2018 e 2019, mentre saranno ridotti i 20 milioni, suddivisi negli esercizi 2020 e 2021, per rientrare in uno stanziamento complessivo di 20 milioni e 700mila. La decisione arriva alla fine di un iter davanti alla giustizia amministrativa, aperto l’anno scorso con una serie di denunce da parte di alcuni consiglieri di opposizione, che avevano investito della questione l’assessorato degli Enti locali della Regione. Questi ultimo, passato in mano all’amministrazione di centro-destra, subito risoluto a capire la regolarità delle azioni e dei rapporti intercorsi tra il comune capoluogo e la giunta regionale precedente, del progressista Francesco Pigliaru. Amministrazione, quest’ultima, alla quale si deve la decisione di assegnare i fondi per sanare le pendenze dei comuni, vecchie spesso di decenni. Tanto che nell’ottobre del 2018 le risorse erano state inserite nell’assestamento di bilancio. Nuoro per via del suo indebitamento di grado elevato aveva ottenuto 31 dei 55 milioni totali andati a 28 municipi. Oggi però arrivano i nuovi conteggi della Corte. Le differenze starebbero nell’aver inserito il debito storico del Comune (partito da 164 mutui per circa 60 milioni) e non quello risultante due anni fa, senza la parte via via restituita. Problemi legati a una distinta interpretazione della norma regionale, che il sindaco ha tentato di spiegare un mese fa, nell’audizione davanti ai magistrati. Interlocuzione che non sarebbe stata priva di frutti. A deliberazione fatta infatti Soddu ritiene ancora il pronunciamento non sfavorevole: «La Corte dei Conti ha fatto chiarezza sulla legittimità dell’utilizzo da parte del Comune del finanziamento regionale, per appianare i debiti derivanti dagli espropri. Compresa – aggiunge Soddu – anche la parte relativa agli interessi e le penali per l’estinzione anticipata dei mutui. Il Comune non dovrà ridare indietro un solo euro». Fatte salve le modalità, con restituzione diretta o compensazione con i trasferimenti delle annualità 2020 e 2021, dai fondi già ottenuti negli ultimi due anni una parte dovrà rientrare nelle casse della Regione. C’è anche l’ordine per l’ente di variare i bilanci dell’anno in corso e del 2021, così da allinearli con le minori entrate (di circa 10 milioni), dopo la sforbiciata imposta dalla Corte. I giudici hanno anche evidenziato i ritardi nell’approvazione degli ultimi consuntivi e messo in rilievo la scarsa capacità dell’ente di fare luogo alla riscossione delle tasse locali. Non regolare, nel bilancio 2018, neppure l’ammontare del fondo di dotazione per il rischio contenziosi: troppo poco un milione e 700mila euro per tenere testa a cause legali da 38 milioni di euro.

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