Uno sportello psicologico per anziani e famiglie
di Valeria Gianoglio
L’iniziativa dell’Ada: «I figli ora non riescono più ad aiutare i padri e viceversa. Servono pure fondi»
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NUORO. «Ci sono tanti pensionati a Nuoro che vivono con 600 o 700 euro al mese, e che fino a poco tempo fa a volte davano anche una mano ai figli che magari erano ancora senza lavoro. Ecco, per queste famiglie, ora c’è un dramma nel dramma, una emergenza nella emergenza, perché in tanti casi sono venute a mancare d’improvviso entrate anche di lavori saltuari, e dunque bisogna intervenire al più presto con sostegni economici. E poi ci sono tanti drammi personali, dietro, che richiedono pure un altro genere di sostegno. Anche per questo abbiamo deciso di mettere a disposizione un numero di telefono al quale anziani, pensionati ma non solo possono rivolgersi in caso di necessità: risponderanno psicologi».
Giovannino Ortu è il presidente provinciale dell’Ada, l’associazione, della Uil, per i diritti degli anziani e da diversi giorni, ormai sta toccando con mano la disperazione di tanti pensionati e famiglie del Nuorese. «L’idea di aprire uno sportello di supporto psicologico – spiega – è nata dall’Ada in tutta Italia, e la stiamo promuovendo anche qui perché sappiamo che c’è tanto bisogno. Per rivolgersi a questo servizio gratuito si può chiamare il lunedì e il venerdì dalle 10.30 alle 12.30 , e il martedì e giovedì dalle 17.30 alle 18.30 ai numeri di due nostri coordinatori, Sisinnio Zoneddu, al telefono 3925004938, o Roberto Melis, al numero 351808097. Saranno loro, poi, dopo avere ascoltato la esigenze di chi chiama, a comunicare i numeri di queste persone alle psicologhe che poi si metteranno in contatto con chi ha bisogno». Ma oltre al supporto di tipo psicologico, Giovannino Ortu è parecchio preoccupato anche per le condizioni economiche di tante famiglie nuoresi composte spesso da due anziani, da un pensionato con un figlio a carico, o che hanno solo una entrata spesso legata a un assegno di invalidità. «Ci sono tante situazioni complicate nelle nostre case – spiega – e non sempre per le persone che le vivono è difficile poterle esporre nel modo giusto per chiedere un aiuto economico. Ecco perché chiedo al Comune, e a chi si sta occupando dell’iniziativa dei buoni spesa di tenerci in stretto contatto. Perché, soprattutto nelle nostre zone, la gente ha troppo pudore e orgoglio per chiedere aiuto, mentre noi conosciamo le diverse situazioni e magari riusciamo a indirizzare i buoni spesa e le iniziative del Comune dove c’è bisogno».
Giovannino Ortu è il presidente provinciale dell’Ada, l’associazione, della Uil, per i diritti degli anziani e da diversi giorni, ormai sta toccando con mano la disperazione di tanti pensionati e famiglie del Nuorese. «L’idea di aprire uno sportello di supporto psicologico – spiega – è nata dall’Ada in tutta Italia, e la stiamo promuovendo anche qui perché sappiamo che c’è tanto bisogno. Per rivolgersi a questo servizio gratuito si può chiamare il lunedì e il venerdì dalle 10.30 alle 12.30 , e il martedì e giovedì dalle 17.30 alle 18.30 ai numeri di due nostri coordinatori, Sisinnio Zoneddu, al telefono 3925004938, o Roberto Melis, al numero 351808097. Saranno loro, poi, dopo avere ascoltato la esigenze di chi chiama, a comunicare i numeri di queste persone alle psicologhe che poi si metteranno in contatto con chi ha bisogno». Ma oltre al supporto di tipo psicologico, Giovannino Ortu è parecchio preoccupato anche per le condizioni economiche di tante famiglie nuoresi composte spesso da due anziani, da un pensionato con un figlio a carico, o che hanno solo una entrata spesso legata a un assegno di invalidità. «Ci sono tante situazioni complicate nelle nostre case – spiega – e non sempre per le persone che le vivono è difficile poterle esporre nel modo giusto per chiedere un aiuto economico. Ecco perché chiedo al Comune, e a chi si sta occupando dell’iniziativa dei buoni spesa di tenerci in stretto contatto. Perché, soprattutto nelle nostre zone, la gente ha troppo pudore e orgoglio per chiedere aiuto, mentre noi conosciamo le diverse situazioni e magari riusciamo a indirizzare i buoni spesa e le iniziative del Comune dove c’è bisogno».
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