Viaggio tra le edicole, presidio di normalità nella città deserta
Al bancone con guanti, mascherine e distanza di sicurezza I gratta e vinci, unico gioco ammesso, sono in forte calo
NUORO. Dal 10 marzo scorso, quando è entrato in vigore il primo decreto che limitava mobilità e attività commerciali a causa del covid-19, le edicole sono diventate un presidio di normalità nelle città semideserte. Ogni mattina le loro serrande si sollevano prima dell’alba per garantire ai cittadini un bene classificato come essenziale, e insieme un diritto garantito dalla Costituzione: l’informazione. Certo, in queste tre settimane molto è cambiato anche per loro, gli edicolanti, costretti a far quadrare i conti e proteggersi da eventuali contagi, oltre che garantire il più possibile la sicurezza di chi entra nei loro esercizi. Lo fanno indossando mascherine e guanti, facendo entrare un cliente alla volta e mantenendo la distanza di sicurezza con il bancone. In città sono rimaste aperte sostanzialmente tutte le edicole, qualcuna ha ridotto gli orari di apertura, altre propongono il giornale a domicilio. La concorrenza dell’online è forte, i titolari lo sanno benissimo e resistono come possono. Di seguito alcuni esempi.
Piazza Italia. Gonario Dessolis e la moglie Maddalena gestiscono lo storico bar-tabacchi-edicola che si affaccia su una delle piazze più vitali della città, almeno in tempi normali. Il bar, che ovviamente in questo periodo è chiuso, è sempre stato un punto di riferimento per i lavoratori degli uffici che gravitano nella piazza, in particolare Comune e Provincia, ma anche assicurazioni, banche e associazioni di categoria. «Con lo smart working la clientela si è dimezzata», dicono i titolari con indosso mascherina e guanti, che accolgono i clienti uno per volta. «La vendita dei giornali è calata, ma i lettori più affezionati dei quotidiani sono qui ogni mattina. Noi facciamo gli orari di sempre: apertura continuata dalle 5 del mattino sino alla sera attorno 20. Tra le riviste, vanno a ruba quelle di enigmistica e per i bambini in particolare. La vendita dei gratta e vinci è praticamente scomparsa. Abbiamo dato la nostra disponibilità anche per le consegne a domicilio, ma ancora non abbiamo richieste».
Via Roma. Da piazza Italia a via Roma, dove Roberta Cesaraccio e Carmine Montano gestiscono un’edicola tabacchi tra le più antiche della città. «Lavoriamo a distanza – dice Roberta – con la porta aperta e un cliente alla volta. Indossiamo mascherine e guanti, e sanifichiamo ogni giorno il locale». Richieste particolari? «I più attenti ci chiedono di cambiare guanti quando utilizziamo una loro tessera per una qualche operazione, e lo facciamo. Ci sono persone molto attente alle precauzioni, ma almeno la metà dei clienti non indossa mascherine né guanti, quasi non fossero consapevoli della situazione che si sta vivendo e che fosse tutto un gioco. Molte persone si rivolgono a noi per il pagamento di bolli e bollette, sicuramente più di prima. La vendita dei giornali non ha avuto un calo notevole».
Corso Garibaldi. L’edicola di Giampiero Concas è una tappa obbligata della antica via Majore. «L’emergenza ci colpisce duramente. Siamo passati dall’istituzione dell’area pedonale alle restrizioni per l’emergenza sanitaria: così la via principale di Nuoro è ancora più deserta. Le vendite dei giornali sono calate del 50 per cento se non più. Speriamo di tornare presto alla normalità».
Via Mannironi. La famiglia Orrù gestisce da tanti anni l’edicola tabacchi di fronte all’ospedale San Francesco, anche questa particolarmente attiva in tempi normali. «Il calo di clienti c’è sicuramente – dice Alberto Orrù, con indosso mascherina e guanti d’ordinanza – nella misura del 30 per cento almeno. Tra loro notiamo un diffuso senso di responsabilità: non so dire se questo dipenda dalla vicinanza dell’ospedale. I giornali tutto sommato reggono, gratta e vinci sono in picchiata, e sempre più persone si rivolgono a noi per bollette e ricariche postepay. Prima dell’emergenza vendevamo i giornali anche nella hall del San Francesco, ma è il primo servizio che abbiamo sospeso».
Viale Repubblica. All’edicola Beccu, Moira, Roberta e Marco si alternano dietro il bancone. «Indossiamo guanti e mascherine e facciamo entrare un cliente alla volta, la porta è sempre aperta per fare in modo che arieggi il locale e nessuno debba toccare la maniglia. Sul pavimento un nastro indica la distanza di sicurezza con il bancone. «Il calo c’è, ma andiamo avanti. I giornali resistono, insieme con i tabacchi», dice Roberta. L’edicola apre alle 6 e chiude alle 14.
Funtana Buddia. Nell’unica edicola del quartiere si alternano Simone e Giuseppe. Si lavora dal mattino sino alle 18. «Molti bollettini e ricariche, oltre ai giornali. Gratta e vinci poco o niente», dicono. Il motivo? «Non so, ma credo fondamentalmente perché non ci sono soldi», dice Simone.
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