In campo per aiutare gli anziani
di Kety Sanna
Guiso (Progetto Uomo): «Il nostro impegno dalla Casa di riposo all’assistenza domiciliare»
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NUORO. «Mi piace pensare a Enea che si carica sulle spalle il padre Anchise. Un gesto di civiltà che dovrebbe muovere la nostra società per evitare che si perda una generazione, punto di riferimento per tutti. Ecco, noi ci stiamo muovendo in questo senso e con ogni strumento che abbiamo a disposizione stiamo affrontando questa grande emergenza». Rosy Guiso presidente della cooperativa Progetto Uomo che oltre alla casa protetta per anziani gestisce alcune strutture residenziali, come il centro diurno per disabili in convenzione con il Comune, Casa Satta per l’area salute mentale, e garantisce le visite domiciliari a persone non autosufficienti, non nasconde una certa preoccupazione per questo momento eccezionale al quale nessuno era preparato.
«La salute e la sicurezza degli anziani e del nostro personale, è la nostra priorità assoluta. Abbiamo adottato tutte le misure necessarie per prevenire il contagio da Covid: direttive organizzative, guanti, mascherine chirurgiche, fornite da più soggetti. Certo – sottolinea la presidente – non possiamo negare una certa preoccupazione per quanto stiamo vivendo. All’interno della struttura di viale Trieste – rassicura – i nostri anziani sono sereni. Prima ancora che la situazione esplodesse e si manifestasse in tutta la sua gravità (già nei primi giorni di marzo ndr), ci siamo attivati per prevenire eventuali contagi chiudendo la struttura e non permettendo ingressi dall’esterno. Ci siamo organizzati perché gli ospiti e tutto il personale fossero dotati dei dispositivi di protezione che, sappiamo bene, non sono facilmente reperibili, e non abbiamo sottovalutato neppure l’aspetto psicologico degli ospiti e dei loro familiari che, ovviamente, essendo lontani ne sentono maggiormente la mancanza. Ogni giorno, infatti, grazie all’attività degli animatori, i nostri 24 anziani riescono a mettersi in contatto con le loro famiglie».
La quotidianità descritta da Rosy Guiso responsabile di una realtà socio assistenziale con 200 addetti che si occupano, in questa fase di 80 persone con diverse fragilità dei servizi domiciliari, non è certo semplice.
«Stiamo continuando a predisporre e rafforzare le misure di prevenzione – prosegue la presidente della cooperativa Progetto Uomo – abbiamo chiesto con forza all’Ats, all’Assl di Nuoro e al Comune, tamponi e un intervento infermieristico mirato, significando le problematiche in essere su diversi servizi da noi gestiti, al fine di evitare l’insorgere di focolai, purtroppo sempre in pericoloso agguato. I nostri operatori Oss, ausiliari, cuochi, la direzione e l’educatore lavorano con forte responsabilità, al fine di garantire il massimo ai nostri cari anziani. Le strutture in cui operiamo – aggiunge – sono state sanificate e vengono igienizzate di continuo, ma non sempre questo può bastare. Abbiamo a che fare con persone anziane, le più fragili ed esposte in questo periodo, perciò i comportamenti e le misure che assumiamo sono molto rigorose. È importante però ricordare – sottolinea la presidente – che essendo la nostra una realtà socio assistenziale, necessita di aiuti esterni per poter fronteggiare al meglio questa grave emergenza sanitaria. D’altra parte, all’interno delle strutture il lavoro si svolge tramite turni quotidiani e l’accesso agli operatori esterni deve essere consentito per garantire l’intervento verso chi ha bisogno. Uniamo le forze – conclude Rosy Guiso – e riusciremo a farcela seppur con tante difficoltà».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«La salute e la sicurezza degli anziani e del nostro personale, è la nostra priorità assoluta. Abbiamo adottato tutte le misure necessarie per prevenire il contagio da Covid: direttive organizzative, guanti, mascherine chirurgiche, fornite da più soggetti. Certo – sottolinea la presidente – non possiamo negare una certa preoccupazione per quanto stiamo vivendo. All’interno della struttura di viale Trieste – rassicura – i nostri anziani sono sereni. Prima ancora che la situazione esplodesse e si manifestasse in tutta la sua gravità (già nei primi giorni di marzo ndr), ci siamo attivati per prevenire eventuali contagi chiudendo la struttura e non permettendo ingressi dall’esterno. Ci siamo organizzati perché gli ospiti e tutto il personale fossero dotati dei dispositivi di protezione che, sappiamo bene, non sono facilmente reperibili, e non abbiamo sottovalutato neppure l’aspetto psicologico degli ospiti e dei loro familiari che, ovviamente, essendo lontani ne sentono maggiormente la mancanza. Ogni giorno, infatti, grazie all’attività degli animatori, i nostri 24 anziani riescono a mettersi in contatto con le loro famiglie».
La quotidianità descritta da Rosy Guiso responsabile di una realtà socio assistenziale con 200 addetti che si occupano, in questa fase di 80 persone con diverse fragilità dei servizi domiciliari, non è certo semplice.
«Stiamo continuando a predisporre e rafforzare le misure di prevenzione – prosegue la presidente della cooperativa Progetto Uomo – abbiamo chiesto con forza all’Ats, all’Assl di Nuoro e al Comune, tamponi e un intervento infermieristico mirato, significando le problematiche in essere su diversi servizi da noi gestiti, al fine di evitare l’insorgere di focolai, purtroppo sempre in pericoloso agguato. I nostri operatori Oss, ausiliari, cuochi, la direzione e l’educatore lavorano con forte responsabilità, al fine di garantire il massimo ai nostri cari anziani. Le strutture in cui operiamo – aggiunge – sono state sanificate e vengono igienizzate di continuo, ma non sempre questo può bastare. Abbiamo a che fare con persone anziane, le più fragili ed esposte in questo periodo, perciò i comportamenti e le misure che assumiamo sono molto rigorose. È importante però ricordare – sottolinea la presidente – che essendo la nostra una realtà socio assistenziale, necessita di aiuti esterni per poter fronteggiare al meglio questa grave emergenza sanitaria. D’altra parte, all’interno delle strutture il lavoro si svolge tramite turni quotidiani e l’accesso agli operatori esterni deve essere consentito per garantire l’intervento verso chi ha bisogno. Uniamo le forze – conclude Rosy Guiso – e riusciremo a farcela seppur con tante difficoltà».
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