Da Brescia una mano tesa a Luciana

La Breast unit degli Spedali Civili disposta a operarla. Lei: grazie di cuore, speriamo l’intervento si faccia al San Francesco

NUORO. Arriva anche da Brescia la risposta alla drammatica denuncia di Luciana, la donna nuorese in attesa di una mastectomia bilaterale rinviata dal San Francesco di Nuoro, per lo stop agli interventi programmati dovuto al coronavirus. Il suo appello, attraverso le pagine de La Nuova Sardegna, è stato raccolto dal dottor Federico Canzi, chirurgo senologo della Breast Unit degli Spedali Civili di Brescia. Un medico legato all’isola, tanto da avere una casa nel Golfo di Marinella, abbonato della Nuova Sardegna «da dieci anni». E quindi, «ho avuto modo di leggere il vostro articolo in merito alla difficoltà di eseguire l’intervento chirurgico della signora Luciana di Nuoro per l’emergenza Coronavirus – sottolinea lo specialista –. Dopo aver parlato con il mio direttore, professor Giusto Pignata, noi siamo disponibili a valutare il caso della paziente ed eventualmente ad operarla presso la nostra struttura rispettando la lista d’attesa delle pazienti che già attendono di essere operate». Una mano tesa nella consapevolezza di una situazione drammatica, ma con un garbo etico: «Vogliamo semplicemente offrire il nostro aiuto in un momento di difficoltà, senza volerci sostituire alla professionalità dei colleghi che già seguono la paziente. Siamo qui, a disposizione». Un sostegno offerto da chi conosce bene la tragedia del Covid-19: la Breast unit degli Spedali Civili di Brescia marciava al ritmo di 15 interventi la settimana, il coronavirus ha imposto una drastica revisione dell’organizzazione. Che ora riprende, e non dimentica le difficoltà dei pazienti, come nel caso di Luciana.

Nel volgere di 24 ore è il secondo risultato straordinario provocato da una donna che avrebbe preferito di gran lunga concludere il suo percorso terapeutico e dedicarsi interamente alla guarigione. Già due giorni fa l’Ats ha dato il via libero alla ripresa dell’oncologia chirurgica al San Francesco, dopo l’interruzione degli interventi programmati per il Covid-19. Ora, la disponibilità di Brescia. Arrivata direttamente al cuore di Luciana. «Ringrazio il dottor Federico Canzi, per la sua umanità e il suo generoso interessamento al mio caso. Certo andare a Brescia non sarà facile per me, ma se necessario lo farò anche subito – ha detto la donna –. Chiaramente spero che ad operarmi siano i medici che mi hanno sempre seguita al San Francesco di Nuoro. Visto che la situazione qui in città è stata finalmente sbloccata spero di non dover partire in Continente. L’importante è che anche a Nuoro gli interventi riprendano subito, che le sale operatorie siano prestissimo in attività, magari anche prima di Pasqua, anche se mi sembra un sogno. Per me anche 24 ore di tempo possono essere decisive. Ora aspetto una risposta anche da Sassari e da Cagliari, in entrambi i casi ho avuto un primo contatto dopo l’articolo della Nuova Sardegna. Ma se necessario, ripeto, sono pronta a partire anche a Brescia».

Dopo sei mesi di chemioterapia per poter affrontare l’intervento, e le montagne russe dei rinvii – da Nuoro al Mater Olbia, poi diventato ospedale Covid e quindi con la chirurgia bloccata –, Luciana potrà ora pensare esclusivamente a curarsi. Come è giusto che sia.

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