I maturandi del Covid 19 «Sarà una novità per tutti»
di Alessandro Mele
I timori e le speranze degli studenti che testeranno l’esame di stato rivoluzionato «Non sarà meno difficile». «Studiare a casa distrae tanto». «Siamo in pensiero»
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NUORO. Tra chi vive con apprensione le modifiche che il Covid-19 ha apportato alla vita quotidiana, anche in città, ci sono i maturandi che quest’anno si preparano a svolgere l’esame di Stato in una modalità inconsueta e del tutto nuova. Infatti, secondo le indicazioni del ministero dell’Istruzione, la maturità si svolgerà senza scritti ma con un unico colloquio orale di un’ora e in digitale. Gli studenti a Nuoro non nascondono ansie e preoccupazioni create dall’idea di un qualcosa che per loro resta inedito e inaspettato. «Io sono solo un po’ in pensiero – dice Clara Salerno, della 5F del liceo classico “Giorgio Asproni” – perché saremo gli unici a fare la maturità in questo modo e non sappiamo come sarà farla online. Pensieri a parte, la vera preoccupazione è solo quella per la situazione generale: ci si chiede quand’è che tornerà tutto normale ma nonostante questo credo che fare la maturità in questo modo sia necessario». All’Asproni c’è anche chi manifesta serenità: «Penso che il governo stia facendo di tutto per far in modo che eventuali decisioni non gravino sugli studenti – dice Fabrizio Seddone della 5F – Credo che si troverà un modo per facilitare lo svolgimento dell’esame. Tuttavia, mi è sembrato di capire, che molti studenti sono preoccupati sul da farsi, perché comunque si tratterebbe di un contesto completamente nuovo. Per quanto riguarda la mia esperienza posso dire di essere abbastanza tranquillo, perché sono abbastanza sicuro che in qualsiasi modo si decida di procedere si cercherà di non penalizzare nessuno».
Nel caso si torni a scuola entro il 18 maggio l’esame si svolgerà come di consueto ma per quest’anno con la commissione totalmente interna. «Sulle decisioni prese sono d’accordo – sostiene Marco Ladu, dalla 5A del liceo Scientifico “Fermi” – perché si tratta una situazione abbastanza difficile e il fatto di avere una commissione interna, di essere ammessi tutti all’esame e di affrontare una seconda prova fatta dalla commissione che conosciamo, ci possa dare una mano dato che a casa lo studio è molto diverso rispetto a quello che si avrebbe a scuola. Ovviamente ho un po’ di preoccupazione». «L’esame di maturità che dovremo affrontare avrà tempi di preparazione minori, ma non sarà meno difficoltoso da svolgere – afferma Giuseppe Congiu della 5E dell’Asproni – la segregazione in casa, non consente allo studente di vivere in un clima privo di distrazioni ma, anzi, ricco di stress. Questo risulta difficile da eliminare, per via dell’impossibilità di svolgere attività fisica e sportiva in maniera completa. Le videolezioni non riescono a sostituire l’insegnamento in classe, ma sono l’unico strumento per poter proseguire, per quanto possibile, il programma scolastico».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Nel caso si torni a scuola entro il 18 maggio l’esame si svolgerà come di consueto ma per quest’anno con la commissione totalmente interna. «Sulle decisioni prese sono d’accordo – sostiene Marco Ladu, dalla 5A del liceo Scientifico “Fermi” – perché si tratta una situazione abbastanza difficile e il fatto di avere una commissione interna, di essere ammessi tutti all’esame e di affrontare una seconda prova fatta dalla commissione che conosciamo, ci possa dare una mano dato che a casa lo studio è molto diverso rispetto a quello che si avrebbe a scuola. Ovviamente ho un po’ di preoccupazione». «L’esame di maturità che dovremo affrontare avrà tempi di preparazione minori, ma non sarà meno difficoltoso da svolgere – afferma Giuseppe Congiu della 5E dell’Asproni – la segregazione in casa, non consente allo studente di vivere in un clima privo di distrazioni ma, anzi, ricco di stress. Questo risulta difficile da eliminare, per via dell’impossibilità di svolgere attività fisica e sportiva in maniera completa. Le videolezioni non riescono a sostituire l’insegnamento in classe, ma sono l’unico strumento per poter proseguire, per quanto possibile, il programma scolastico».
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