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Il maestro Manfredi Mereu è il quinto centenario dell’anno

di Claudia Carta
Il maestro Manfredi Mereu è il quinto centenario dell’anno

JERZU. «In un momento così cupo per tutta l’Italia, dove in intere province si sta perdendo una generazione preziosissima, il dato di Jerzu, che festeggia il suo quinto centenario in poco più di un...

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JERZU. «In un momento così cupo per tutta l’Italia, dove in intere province si sta perdendo una generazione preziosissima, il dato di Jerzu, che festeggia il suo quinto centenario in poco più di un anno, ci dà un senso di serenità, di conforto, di gioia e di speranza». Sono le parole del sindaco, Carlo Lai, dedicate a Manfredi Mereu, che lo scorso 8 aprile ha raggiunto il secolo di vita. Un’esistenza dedicata all’insegnamento dal 1942 fino a quando, a cinque anni dal termine della sua carriera, nel 1979, è stato promosso direttore didattico delle scuole elementari. Amore per la scuola condiviso anche con la moglie, Miriam Melis, insegnante lei stessa, con cui ha festeggiato i 73 anni di matrimonio nel giugno 2016, anno in cui lei è venuta a mancare.

Il maestro Mereu è da sempre un autentico tuttofare: dai lavori di idraulica a quelli di falegnameria, passando per l’impiantistica. Abitudinario nel mangiare e nel bere sano: mezzo bicchiere di vino rosso a pasto non deve mai mancare. Figlio dei Tacchi, non ha mai rinunciato al mare e alla passione per la pesca. Così come immancabile è l’appuntamento con le partite di calcio, cuffie alle orecchie per seguire il Cagliari e aggiornare, all’epoca, la schedina Totocalcio. Mente acuta e brillante, sempre aggiornato sull’attualità, infaticabile lettore. I 100 anni del direttore scolastico jerzese seguono di un giorno quelli di zia Amelia Contu, il 7 aprile, di zia Maria Laconi che il 26 marzo ha compiuto 101 anni, la cui tempra forte e il cui spirito combattivo e ottimistico continuano a infondere fiducia in tutti gli jerzesi. Prima di lei, nel mese di gennaio, Ida Mereu, per tutti “signorina Lillotta”, indimenticata maestra elementare e presidente di Azione Cattolica, ha a sua volta tagliato il traguardo dei 101 anni. Sempre a gennaio, il 6, Giovanni Loi è stato il primo in paese a spegnere 101 candeline.

«Gli anziani – ha commentato il primo cittadino – sono la nostra memoria. Sono il collegamento fra noi e la generazione precedente. La qualità di una società, vorremmo dire di una civiltà, si giudica anche da come gli anziani sono trattati e dal posto loro riservato nel vivere comune. La longevità jerzese testimonia di quale straordinario ruolo nella nostra comunità venga assegnato agli anziani e con quanta cura essi siano assistiti». Non solo targhe ricordo a giusto suggello di traguardi importanti e nuove ripartenze, ma la stima, la gratitudine e il rispetto profondo da parte dell’intera comunità per questi uomini e queste donne, che continuano a essere pilastri fondamentali della cultura e della società jerzese.

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