Carta d’identità, niente file: ora si può prenotare
di Francesco Pirisi
L’assessora Boi: «Basta chiamare il giorno prima e si viene serviti. In cantiere anche una app»
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NUORO. Nei giorni delle restrizioni per l’epidemia sanitaria la carta d’identità si richiede su prenotazione. Una telefonata o una mail e l’ufficiale dell’anagrafe indicherà giorno e ora dell’appuntamento in municipio. Uno alla volta, per evitare assembramenti. L’assessore degli Affari generali, Maria Boi: «Basta chiamare il giorno prima e si viene serviti senza ritardi».
Le cose starebbero funzionando così bene, da avere superato lo stesso male cronico, delle levatacce, senza la certezza di essere serviti. Perché più di 20 carte nelle cinque ore di apertura l’ufficio non riesce a smaltire. Ancora l’assessore: «Il numero è quello parametrato sulla disponibilità di personale. Ma alla fine credo capace di soddisfare le richieste. Perché se in alcune giornate queste possono essere state anche superiori ai 20 documenti, in altre mattine non ce ne erano più di cinque o sei». Non così nell’idea della cittadinanza che in più occasioni ha denunciato disservizi e ritardi per poter avere un documento importante e in certi casi essenziale per spostarsi fuori dall’isola. L’assessore si dice vicina alle esigenze, ma ha una lettura diversa: «Credo si sia creato un tormentone intorno alla richiesta del documento. Tra l’altro ingenerando questa necessità di doversi alzare presto per essere ricevuti. Mentre bastava presentarsi alle 8 e 15, all’apertura del municipio e cercare di prendere uno dei 20 numeri. Nell’ipotesi peggiore, la cosa migliore era di ritornare l’indomani. Il tutto senza dimenticare che comunque i casi di urgenza vengono risolti con il rilascio del vecchio documento cartaceo».
La carta di tipo elettronico (quella col microchip) invece viene ordinata e poi dalla fabbrica arriva direttamente a casa del titolare, che per propria comodità può anche richiedere sia spedita in municipio. Dopo le polemiche, l’assessore Boi va al contrattacco e parla di corsa alla richiesta del documento: «Credo che in alcuni casi non sia stato vitale averla un mese prima o dopo. Non si spiega altrimenti il fatto che decine di carte rimangano ferme in municipio a lungo. A marzo ce n’erano alcune pronte da ottobre. Credo che alla base ci fosse anche la mania di avere la versione elettronica, anche prima della scadenza della vecchia». Per tutti quei, tanti, casi, in cui non si abusa dei servizi, ma comanda la necessità reale, c’è il problema di ridurre disagi e tempi di attesa. L’assessora Boi garantisce in questo senso: «Prima che tutto si fermasse per via del Coronavirus, era in cantiere la predisposizione di una “app”, da scaricare sul telefonino, in modo da prenotare l’appuntamento con l’ufficio». Se ne riparlerà a emergenza conclusa.
L’assessora crede che nella questione i passi fatti siano evidenti: «Il solo fatto di avere introdotto la macchinetta taglia-code ha migliorato la funzionalità. Il sistema è asettico e non guarda in faccia a nessuno. Non c’è neppure il rischio di qualche favoritismo, come qualcuno pensava succedesse quando i numeretti li assegnava la guardia». Prima dello sfogo finale: «Già questo è indicativo a capire lo sforzo fatto da questa amministrazione. Il Comune è però l’interfaccia del cittadino, e lo si contesta come non si fa mai con altre amministrazioni».
Le cose starebbero funzionando così bene, da avere superato lo stesso male cronico, delle levatacce, senza la certezza di essere serviti. Perché più di 20 carte nelle cinque ore di apertura l’ufficio non riesce a smaltire. Ancora l’assessore: «Il numero è quello parametrato sulla disponibilità di personale. Ma alla fine credo capace di soddisfare le richieste. Perché se in alcune giornate queste possono essere state anche superiori ai 20 documenti, in altre mattine non ce ne erano più di cinque o sei». Non così nell’idea della cittadinanza che in più occasioni ha denunciato disservizi e ritardi per poter avere un documento importante e in certi casi essenziale per spostarsi fuori dall’isola. L’assessore si dice vicina alle esigenze, ma ha una lettura diversa: «Credo si sia creato un tormentone intorno alla richiesta del documento. Tra l’altro ingenerando questa necessità di doversi alzare presto per essere ricevuti. Mentre bastava presentarsi alle 8 e 15, all’apertura del municipio e cercare di prendere uno dei 20 numeri. Nell’ipotesi peggiore, la cosa migliore era di ritornare l’indomani. Il tutto senza dimenticare che comunque i casi di urgenza vengono risolti con il rilascio del vecchio documento cartaceo».
La carta di tipo elettronico (quella col microchip) invece viene ordinata e poi dalla fabbrica arriva direttamente a casa del titolare, che per propria comodità può anche richiedere sia spedita in municipio. Dopo le polemiche, l’assessore Boi va al contrattacco e parla di corsa alla richiesta del documento: «Credo che in alcuni casi non sia stato vitale averla un mese prima o dopo. Non si spiega altrimenti il fatto che decine di carte rimangano ferme in municipio a lungo. A marzo ce n’erano alcune pronte da ottobre. Credo che alla base ci fosse anche la mania di avere la versione elettronica, anche prima della scadenza della vecchia». Per tutti quei, tanti, casi, in cui non si abusa dei servizi, ma comanda la necessità reale, c’è il problema di ridurre disagi e tempi di attesa. L’assessora Boi garantisce in questo senso: «Prima che tutto si fermasse per via del Coronavirus, era in cantiere la predisposizione di una “app”, da scaricare sul telefonino, in modo da prenotare l’appuntamento con l’ufficio». Se ne riparlerà a emergenza conclusa.
L’assessora crede che nella questione i passi fatti siano evidenti: «Il solo fatto di avere introdotto la macchinetta taglia-code ha migliorato la funzionalità. Il sistema è asettico e non guarda in faccia a nessuno. Non c’è neppure il rischio di qualche favoritismo, come qualcuno pensava succedesse quando i numeretti li assegnava la guardia». Prima dello sfogo finale: «Già questo è indicativo a capire lo sforzo fatto da questa amministrazione. Il Comune è però l’interfaccia del cittadino, e lo si contesta come non si fa mai con altre amministrazioni».
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