La Nuova Sardegna

Nuoro

«No ai gabbiotti in plexiglass nel lido»

di Lamberto Cugudda
«No ai gabbiotti in plexiglass nel lido»

Tortolì, i proprietari degli stabilimenti balneari: «Stagione già compromessa» 

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TORTOLÌ. Sarà una stagione terribile per gli stabilimenti balneari. Così la pensano due operatori del comparto. Maurizio Vargiu, 40 anni, fin da piccolo sta nell’attività del padre, il Noleggio Egidio Vargiu, il primo di Tortolì, che vide la luce nella spiaggia della baia di Porto Frailis, 37 anni fa, con i primi pedalò, pattini e altro, per poi proseguire con i gommoni e le moto d’acqua. Da circa 20 anni, nella baia, ha anche sistemato una quarantina di ombrelloni con relativi lettini. Ogni anno, da inizio maggio fino a ottobre inoltrato vi lavorano in quattro. «Questa stagione – spiega Vargiu – non sappiamo ancora cosa potrà accadere. È tutto bloccato. Non abbiamo direttive. Fra l’altro, non posso neanche recarmi in spiaggia a preparare qualcosa, perché ci sono le limitazioni relative al contenimento epidemiologico. Andando avanti di questo passo, se si aprirà, sarà solo da inizio agosto. Ma ne verrà la pena? Ci sarà il contingentamento delle presenze? In ogni caso, si potrà lavorare in uno o due». L’addetto al noleggio-stabilimento balneare di Porto Frailis, boccia l’idea delle strutture in plexiglass in spiaggia. «Qui a Porto Frailis – rimarca – pensare di sistemare le ipotizzate strutture per il distanziamento, credo sia impossibile. Primo perché la spiaggia è piccola (c’è anche la concessione dell’Hotel La Bitta ndr) e quando soffia il vento è quasi impossibile tenere anche i grandi ombrelloni in metallo che sono inseriti in basi in cemento. Quando qui fa caldo, si raggiungono anche oltre 42 gradi all’ombra: dentro quelle strutture si morirebbe».

Antonio Ladu, 28 anni, dal 2013 ha lo stabilimento balneare nel litorale di Orrì, con 60 ombrelloni e altrettanti lettini nella spiaggia di Foxilioni: da inizio maggio fino a ottobre, oltre lui vi lavoravano altre quattro persone. «La situazione è drammatica – sottolinea Ladu – e non so se e quando si potrà aprire. Le assunzioni sono bloccate e non posso andare a fare manutenzione, visti i divieti. Non abbiamo ancora avuto delle direttive, ma la stagione sarà oltremodo compromessa. L’ipotesi di montare i gabbiotti in plexiglass per il distanziamento sociale è da suicidio. A parte il vento che farebbe volare tutto, con le alte temperature estive, come si potrebbe starvi dentro? Servono altre soluzioni». A suo parere, si potrà lavorare, e se arriveranno, solo con vacanzieri dell’isola. Come Vargiu, anche Ladu non è d’accordo sulla chiusura delle spiagge isolane, decretato dal presidente Solinas. «Non ci risulta – sostengono i due operatori – che qui nell’isola il virus sia stato contagiato nelle spiagge. Forse più nei presidi sanitari pubblici e in strutture per anziani».

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