LA DENUNCIA DI PANI (cGIL)
«Burocrazia e troppe lungaggini bloccano i lavori sulle strade»
di Francesco Pirisi
NUORO. «La burocrazia e le lungaggini politiche impediscono che siano definiti alcuni interventi e progetti nel territorio della provincia». La denuncia arriva da Giacomo Pani, segretario della Cgil...
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NUORO. «La burocrazia e le lungaggini politiche impediscono che siano definiti alcuni interventi e progetti nel territorio della provincia». La denuncia arriva da Giacomo Pani, segretario della Cgil Nuoro e Ogliastra, e ha per destinatari la Regione e la Provincia, quest’ultima retta dall’amministratore straordinario Costantino Tidu. I ritardi sono soprattutto per i lavori in alcune strade. Pani: «Ci sono da riappaltare due lotti della nuova statale 125, che collega l’Ogliastra con Cagliari, dopo altrettanti fallimenti di imprese aggiudicatarie. Mentre la strada che porta a Nuoro, la SS 389, è destinata a dei lavori di manutenzione, che però non partono. Stessi inconvenienti nei due collegamenti che da Tortolì portano rispettivamente a Lanusei e a Villagrande Strisaili».
Le questioni sono state inserite in una richiesta d’incontro urgente fatta mesi fa dalle tre confederazioni provinciali di Cgil, Cisl e Uil alla Regione e alla Provincia: «Non abbiamo avuto risposta», denuncia Pani dalla Camera del lavoro di Nuoro. «La cosa paradossale è che per i diversi interventi sono disponibili un pacchetto di milioni, ma i lavori non vengono appaltati o comunque non partono». Tanta la recriminazione che non si allenta l’attesa neppure in questi giorni di emergenza sanitaria. Ancora il segretario Pani: «Ora l’epidemia è certo la preoccupazione maggiore. Ma appena si allentano le restrizioni e le attività istituzionali si riprendono almeno una parte della loro normalità, pretenderemo un confronto. Va stilata una tabella di marcia per questi interventi infrastrutturali». Le strade non sono l’unico nodo da sciogliere. C’è in piedi anche la questione dei due progetti di rilancio, uno per il Nuorese e l’altro per l’Ogliastra. La Regione li ha finanziati nel 2016 e ha creato una cabina di regia in seno alla Provincia di Nuoro. La posizione di Pani, che si fa portavoce anche dei colleghi di Cisl e Uil: «In questo caso è l’ente provinciale a doverci dare delle risposte sulla situazione dei due progetti. Come è noto sono stati inseriti interventi di notevole impatto economico, sia nel settore dei lapidei, sia in quello dell’agroalimentare, oltre a una serie di progetti in ambito culturale». Interventi che per la sola zona del Nuorese possono contare su una disponibilità di 55 milioni di euro, che la Regione ha prelevato dai diversi fondi dell’Unione europea, oltre ad aver aggiunto un cofinanziato con risorse di cassa.
Le domande da girare all’amministratore straordinario della Provincia, Tidu, sono sullo stato di attuazione dei due piani, così come sul numero e il nome dei progetti portati a conclusione e quelli che sono in fase di appalto. L’importanza delle opere in cantiere sta nel fatto che costituiscono la prima azione di ripresa economica del territorio. C’è da recuperare una debolezza cronica (o atavica) e i vuoti nell’occupazione lasciati dalla fine dell’industria e dalla crisi mondiale del decennio appena passato.
Le questioni sono state inserite in una richiesta d’incontro urgente fatta mesi fa dalle tre confederazioni provinciali di Cgil, Cisl e Uil alla Regione e alla Provincia: «Non abbiamo avuto risposta», denuncia Pani dalla Camera del lavoro di Nuoro. «La cosa paradossale è che per i diversi interventi sono disponibili un pacchetto di milioni, ma i lavori non vengono appaltati o comunque non partono». Tanta la recriminazione che non si allenta l’attesa neppure in questi giorni di emergenza sanitaria. Ancora il segretario Pani: «Ora l’epidemia è certo la preoccupazione maggiore. Ma appena si allentano le restrizioni e le attività istituzionali si riprendono almeno una parte della loro normalità, pretenderemo un confronto. Va stilata una tabella di marcia per questi interventi infrastrutturali». Le strade non sono l’unico nodo da sciogliere. C’è in piedi anche la questione dei due progetti di rilancio, uno per il Nuorese e l’altro per l’Ogliastra. La Regione li ha finanziati nel 2016 e ha creato una cabina di regia in seno alla Provincia di Nuoro. La posizione di Pani, che si fa portavoce anche dei colleghi di Cisl e Uil: «In questo caso è l’ente provinciale a doverci dare delle risposte sulla situazione dei due progetti. Come è noto sono stati inseriti interventi di notevole impatto economico, sia nel settore dei lapidei, sia in quello dell’agroalimentare, oltre a una serie di progetti in ambito culturale». Interventi che per la sola zona del Nuorese possono contare su una disponibilità di 55 milioni di euro, che la Regione ha prelevato dai diversi fondi dell’Unione europea, oltre ad aver aggiunto un cofinanziato con risorse di cassa.
Le domande da girare all’amministratore straordinario della Provincia, Tidu, sono sullo stato di attuazione dei due piani, così come sul numero e il nome dei progetti portati a conclusione e quelli che sono in fase di appalto. L’importanza delle opere in cantiere sta nel fatto che costituiscono la prima azione di ripresa economica del territorio. C’è da recuperare una debolezza cronica (o atavica) e i vuoti nell’occupazione lasciati dalla fine dell’industria e dalla crisi mondiale del decennio appena passato.
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