«Isola pedonale, no alla proroga»
Il presidente dei commercianti del Corso: bisogna fare un passo indietro
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NUORO. «Nessuna proroga sui quattro mesi di sperimentazione nel corso Garibaldi dell’Apu, l’area pedonale urbana». Lo dice Salvatore Piredda, presidente del Centro commerciale naturale della via più importante della città. Il perché: «Ricordo che la sperimentazione era stata imposta per il periodo dal 20 dicembre 2019 al 20 aprile di quest’anno. Ebbene, questi quattro mesi hanno segnato un insuccesso, se si esclude un certo movimento nella parentesi natalizia, per la presenza degli emigrati universitari». Il parere di Piredda non cambia per il fatto che il tempo effettivo su cui misurare la prova sia in effetti limitato a un paio di mesi, sino a fine febbraio, perché poi sono partite le restrizioni per il coronavirus, si è bloccato anche il traffico pedonale, hanno chiuso negozi e bar. L’amministrazione civica ha annunciato l’esame della questione e non si esclude una proroga della sperimentazione: «Sulla scelta riguardo all’Apu abbiamo bisogno di ulteriori elementi di valutazione» ha spiegato l’assessora del Traffico Maria Boi. Proroga rifiutata da Piredda, proprio nel giorno in cui scadono i quattro mesi: «Dal canto nostro abbiamo misurato cali di presenze di auto nei parcheggi del centro città e, quindi, di visitatori. Ma, soprattutto, una diminuzione disastrosa del fatturato tra le 82 attività commerciali».
La scelta fatta l’anno passato dall’amministrazione per l’area pedonale era stata contestata dai negozianti, oltreché dai residenti, per i quali scattava il divieto di tenere l’auto sotto casa. Mentre i primi hanno detto che la scelta avrebbe rappresentato una mazzata alle aziende, perché per l’impossibilità di arrivare in auto i clienti si sarebbero diretti in altre zone commerciali della città. Le risposte del Comune sono state nell’individuazione di nuovi posteggi nelle vie limitrofe, con la sosta gratuita per i residenti e agevolazioni per tutti gli altri. Passata la “quarantena” le parti si dovrebbero ritrovare per un esame di quanto è stato. Così come diventerà un momento di discussione la campagna elettorale per le comunali, che dovrebbero tenersi in autunno. Piredda, in campo nel centrodestra con la lista “Nuoro Sì”, continua comunque a parlare da presidente del Centro commerciale naturale: «Non regge la scusante näif di volere un Corso pettinato ma vuoto», afferma riferendosi all’arredo con fiorire e oasi verdi. «Serve il coraggio di ammettere di aver fallito e fare un passo indietro». Tra i motivi per ripensare le scelte anche l’emergenza sanitaria: «Le prime misure da adottare per la ripartenza post Covid-19 devono essere tese all’apertura e non alle chiusure. Vanno eliminate le tasse inutili e favoriti gli investimenti degli imprenditori», conclude Piredda. (f.p.)
La scelta fatta l’anno passato dall’amministrazione per l’area pedonale era stata contestata dai negozianti, oltreché dai residenti, per i quali scattava il divieto di tenere l’auto sotto casa. Mentre i primi hanno detto che la scelta avrebbe rappresentato una mazzata alle aziende, perché per l’impossibilità di arrivare in auto i clienti si sarebbero diretti in altre zone commerciali della città. Le risposte del Comune sono state nell’individuazione di nuovi posteggi nelle vie limitrofe, con la sosta gratuita per i residenti e agevolazioni per tutti gli altri. Passata la “quarantena” le parti si dovrebbero ritrovare per un esame di quanto è stato. Così come diventerà un momento di discussione la campagna elettorale per le comunali, che dovrebbero tenersi in autunno. Piredda, in campo nel centrodestra con la lista “Nuoro Sì”, continua comunque a parlare da presidente del Centro commerciale naturale: «Non regge la scusante näif di volere un Corso pettinato ma vuoto», afferma riferendosi all’arredo con fiorire e oasi verdi. «Serve il coraggio di ammettere di aver fallito e fare un passo indietro». Tra i motivi per ripensare le scelte anche l’emergenza sanitaria: «Le prime misure da adottare per la ripartenza post Covid-19 devono essere tese all’apertura e non alle chiusure. Vanno eliminate le tasse inutili e favoriti gli investimenti degli imprenditori», conclude Piredda. (f.p.)
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