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Nuoro

All’Agrario si coltiva il tè nero cinese

Tortolì, l’iniziativa dell’istituto si inserisce nel progetto “La via della seta”

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TORTOLÌ. Il famoso tè nero cinese sarà coltivato nei terreni dell’Istituto agrario di Tortolì, in zona san Giovanni. Il dirigente scolastico dell’Istituto Ianas di Tortolì , cui fa capo, fra gli altri, anche l’Agrario, Giovanni Battista (noto Nanni) Usai, parla con orgoglio della nuova iniziativa. E ricorda che diverse varietà cinesi del famoso tè nero saranno coltivate nei terreni adiacenti l’Istituto agrario, dove si esercitano anche gli studenti. Il tutto avverrà con sistemi innovativi e agricoltura di precisione. Si tratta di un importante e innovativo progetto di cooperazione agricola che coinvolge le cooperativa sociali Alea e Is Terras Birdis (entrambe con sede a Tortolì) e l'Istituto Agrario, ubicato all’uscita sud di Tortolì, lungo la nuova strada statale 125-Orientale per Barisardo.

Il progetto è denominato “La via del tè: dalla Cina alla Sardegna, agricoltura solidale e innovativa». Referente del progetto è proprio il dirigente scolastico dell’istituto Ianas. L’iniziativa, come è stato precisato, si avvale del contributo della Fondazione di Sardegna. «La nostra isola – evidenzia Giovanni Battista Usai – per il suo clima mite e temperato, per gran parte dell’anno è stata selezionata a livello nazionale anche per la coltivazione di questa coltura di pregio» .

Il primo passo è stato la creazione di un giardino del tè cinese in Sardegna, con la coltivazione di piantine in alcuni terreni in Ogliastra. Ha coinvolto studenti e giovani che hanno partecipato a un percorso di inserimento lavorativo. «Il progetto si inserisce all'interno del più ambizioso “Via della seta” e coinvolge quindi istituzioni più importanti come il ministero dell' Agricoltura. «Gli imprenditori – rimarca Usai – trasferiranno saperi, tecnologie, materiale tra cui le piantine di tè nero e i fondi per far ripartire il laboratorio di fitopropagazione fermo da anni. L’intento è quello di riprodurre le piantine che arrivano dalla Cina attraverso la micropropagazione». Gli esperti dalla Cina lavoreranno a diretto contatto con gli agronomi della scuola. «Si tratterà poi di verificare nel tempo se la sperimentazione va in porto - e se queste coltivazioni hanno un futuro nei terreni delle cooperative, della scuola e in Sardegna». (l.cu.)

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