«Se non riapriamo rischiamo di fallire»
di Francesco Pirisi
La richiesta delle autoscuole. Piroddi: «Gli esami della patente si facciano da noi»
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NUORO. Le autoscuole chiedono di riprendere l’attività per non morire. La soluzione è far fare gli esami per la patente nei propri locali, invece che nelle sedi della motorizzazione, dove sono bloccati per il rischio degli assembramenti. La richiesta è stata inoltrata al ministro dei Trasporti, Paola De Micheli, dalla Confarca che riunisce settemila autoscuole in Italia. Molta l’attesa anche nell’isola, come spiega da Lanusei, Monica Piroddi, responsabile regionale della categoria: «Siamo fiduciosi che il governo venga incontro alla richiesta. La soluzione permetterebbe a noi di riprendere a lavorare, dopo 40 giorni di interruzione che iniziano a pesare sui bilanci delle nostre aziende. Allo stesso tempo daremmo un contributo alla ripartenza dell’economia». La soluzione ha un fondamento pratico. Lo spiega Piroddi: «Se i candidati all’esame vengono divisi nelle diverse autoscuole, c’è la possibilità di fare le prove con il rispetto delle norme sul distanziamento sociale. Certo si deve tornare alla vecchia prova sul cartaceo, e non sul supporto digitale, come avviene invece nelle sedi della motorizzazione. Ma in ogni caso il cambio sarebbe limitato al tempo dell’emergenza». Quando il governo ha fissato le restrizioni, gli esami per la patente sono stati tra le attività vietate. Perché elevato il pericolo di contagio nel momento in cui si potevano ritrovare insieme anche 150 persone. Le autoscuole hanno chiuso. Nonostante l’obbligo non fosse imposto dal decreto. Piroddi: «Non si potevano fare le lezioni, soprattutto quelle di guida, dove è impossibile osservare la distanza. Ma in ogni caso non sarebbe servito vista l’impossibilità di sostenere l’esame».
Oggi che i contagi si riducono e si parla di ripresa, le autoscuole bussano per ottenere lo sblocco dell’attività complessiva. La responsabile regionale spiega anche il metodo: «Riprendiamo con il rispetto sia del distanziamento sociale, sia con l’utilizzo degli strumenti di protezione. Del resto, evitare i contagi è un interesse di tutti: di noi titolari delle autoscuole e degli allievi. Le stesse regole per gli esami. Tra l’altro, svolti nei nostri locali consentiranno di alleggerire i rischi sanitari per il personale della motorizzazione». In provincia di Nuoro ad aspettare novità dal ministero sono circa 40 autoscuole. Monica Piroddi ne rilancia la preoccupazione per il futuro delle attività: «Il rischio economico è elevato. Perché se da un lato in questo mese e mezzo non si è incassato nulla, non sono venuti meno gli impegni finanziari. Qualcuno mi ha detto: se non si riapre a breve, non riuscirò a ripartire più». Identica l’attesa di chi si è iscritto alla scuola guida, ma non vede la patente all’orizzonte. Piroddi: «Molti sono giovanissimi, a cui l’auto serve per iniziare un lavoro, anche stagionale. Ci sono poi persone che vogliono conseguire una delle patenti speciali, per mezzi pesanti. A breve è previsto un concorso come autista all’Arst, ma alcuni non vi potranno partecipare, perché non in possesso della Cqc, il certificato di qualificazione del conducente».
Oggi che i contagi si riducono e si parla di ripresa, le autoscuole bussano per ottenere lo sblocco dell’attività complessiva. La responsabile regionale spiega anche il metodo: «Riprendiamo con il rispetto sia del distanziamento sociale, sia con l’utilizzo degli strumenti di protezione. Del resto, evitare i contagi è un interesse di tutti: di noi titolari delle autoscuole e degli allievi. Le stesse regole per gli esami. Tra l’altro, svolti nei nostri locali consentiranno di alleggerire i rischi sanitari per il personale della motorizzazione». In provincia di Nuoro ad aspettare novità dal ministero sono circa 40 autoscuole. Monica Piroddi ne rilancia la preoccupazione per il futuro delle attività: «Il rischio economico è elevato. Perché se da un lato in questo mese e mezzo non si è incassato nulla, non sono venuti meno gli impegni finanziari. Qualcuno mi ha detto: se non si riapre a breve, non riuscirò a ripartire più». Identica l’attesa di chi si è iscritto alla scuola guida, ma non vede la patente all’orizzonte. Piroddi: «Molti sono giovanissimi, a cui l’auto serve per iniziare un lavoro, anche stagionale. Ci sono poi persone che vogliono conseguire una delle patenti speciali, per mezzi pesanti. A breve è previsto un concorso come autista all’Arst, ma alcuni non vi potranno partecipare, perché non in possesso della Cqc, il certificato di qualificazione del conducente».
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