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Nuoro

Barbara, quarant’anni tra barbe e “sfumature”

di Alessandra Porcu
Barbara, quarant’anni tra barbe e “sfumature”

A Macomer l’anniversario in lockdown della parrucchiera specializzata in acconciature per soli uomini

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MACOMER. Quando Barbara Cau nel 1979 ha aperto il suo salone a Macomer, si è guadagnata il titolo di prima parrucchiera in Sardegna a fare solo tagli per uomo. Primato che ha mantenuto per diversi anni e di cui, non lo nasconde, va molto fiera. «In realtà – ammette col suo marcato accento francese – non so quale sia il motivo. Il fatto è che ho sempre preferito occuparmi della clientela maschile». A prendersi cura dei capelli e delle acconciature femminili era e continua a essere Fabiana, sorella e socia in affari. In fondo Barbara ha sempre avuto le idee chiare. Fin da quando, a soli 22 anni, decise di lasciare Bruxelles per trasferirsi a Borore.

«Il mio fu un ritorno nel paese d’origine di mio padre. Lui, per guadagnarsi da vivere, lo dovette abbandonare presto. Andò a fare il minatore in Belgio, ecco perché sono nata e cresciuta lì. L’impatto iniziale fu traumatico – si affretta a precisare –. Ero giovanissima e appariscente. La mia esuberanza, il mio modo vestire e di rapportarmi con gli altri, appariva esagerato agli occhi dei miei nuovi compaesani. Ma alla fine sono stati proprio questi tratti distintivi a fare la differenza. Mi son messa in gioco e, insieme a Fabiana, ho aperto la parruccheria di Macomer». “Cau diffusion”, così si chiamava, ha iniziato a farsi conoscere. Piano, piano le due sorelle sono riuscite a conquistare la stima e la fiducia della loro clientela.

«Serviamo le stesse persone da decenni. Con la differenza che ai nonni si sono uniti figli e nipoti», afferma divertita Barbara. Da qualche anno l’attività si è estesa con l’arrivo della figlia, diventata il terzo socio. «Lavoro al fianco di mia madre e di mia zia dal 2016. Era l’unico modo per portare avanti la tradizione di famiglia», racconta Valeria Maulu. 32 anni, di cui cinque passati a Bruxelles tra corsi di formazione e lavoro come parrucchiera, ha apportato subito delle novità in azienda. “New York Hair”, così si chiama da qualche tempo il salone di via Abruzzi. «Tra i miei sogni nel cassetto c’è quello di creare uno spazio esclusivo per i bambini. Avrei tante idee per le loro teste» racconta Valeria entusiasta. Ma tra un sorriso e un altro bisogna fare i conti con la pandemia. «Chiudere all’improvviso e per un periodo così lungo – si sfoga Barbara – sta avendo effetti devastanti. Le restrizioni iniziano a farsi sentire e sono pesanti. Se entro un mese non riapriremo saranno guai seri».

«In un giorno servivamo mediamente 40 persone al giorno. Manca il contatto con la gente – ammette Fabiana –. In tanti ci hanno contattato per capire se potessimo comunque tagliare i capelli. Chiaramente la risposta è stata negativa».

«Ci sono regole ferree da seguire – interviene risoluta Barbara – pensate, mi sono rifiutata di rasare i capelli persino a mia figlia Valeriè. Non volevo fare preferenze».

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