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Nuoro

Parkinson, l’associazione «Basta prevaricazioni, sì a garbo e gentilezza»

Parkinson, l’associazione «Basta prevaricazioni, sì a garbo e gentilezza»

NUORO. Da un lato, denunciano una situazione attuale che anche a Nuoro e in provincia ha «determinato nelle persone con il Parkinson un certo disorientamento aggravato da ansia e preoccupazioni per...

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NUORO. Da un lato, denunciano una situazione attuale che anche a Nuoro e in provincia ha «determinato nelle persone con il Parkinson un certo disorientamento aggravato da ansia e preoccupazioni per il futuro». Dall’altro, tuttavia, si augurano che i cambiamenti improvvisi e quasi sempre dolorosi comportati dalla pandemia e dalla sue restrizioni, abbiano quantomeno creato «una carica empatica», una maggiore solidarietà reciproca, un miglioramento delle relazioni tra familiari, colleghi, amici. È, insomma, una sorta di appello a tirare fuori i sentimenti migliori negli ultimi scampoli della quarantena ma anche per l’immediato futuro, quello che lancia attraverso una lettera aperta, l’associazione Parkinson di Nuoro, attraverso una sua componente Lilli Mustaro, e la presidente Maria Grazia Mortara. Un invito alla gentilezza e alla umanità che nasce anche sulla spinta di alcune notizie della cronaca che nelle ultime settimane hanno visto la famiglie che convivono con disturbi fisici o intellettivi, o con disabilità, spesso vittime di sanzioni abnormi e prive di fondamento solo perché costrette, per cause di salute, ad allontanarsi da casa anche soltanto per un tempo ristretto.

«I soci della nostra associazione – spiegano Lilli Mustaro e Maria Grazia Mortara – sono donne e uomini con la malattia del Parkinson che si manifesta con sintomi fisici e psicologici quali la depressione, l’ansia, l’apprensione, la paura e infine l’apatia, l’indifferenza emotiva che elimina l’entusiasmo, la voglia di intraprendere qualsiasi attività. È facilmente intuibile che la situazione attuale ha determinato nelle persone con il Parkinson un certo disorientamento aggravato da ansia, preoccupazioni per il futuro, solitudine spesso dolorosa. Le malattie creano purtroppo, soprattutto all’interno della famiglia, situazioni conflittuali, a volte insanabili, dovute alla mancanza di autonomia della persona malata. Da più parti viene affermato in maniera decisa e definita: “niente sarà più come prima”. Si spera ardentemente che qualcosa cambi e che caratterizzi le relazioni interpersonali in qualsiasi contesto ci si trovi».

Infine, le due componenti dell’associazione Parkinson di Nuoro lanciano un invito: «Dedichiamo – dicono – quest’ultimo scorcio di tempo agli altri, facendo esercizio di virtù e arricchiamolo per migliorare la nostra carica empatica, la pazienza, la resilienza. Utilizziamo il tempo per riscoprire che possiamo e dobbiamo comportarci usando il buon senso. Ognuno di noi ha un minimo di potere da esercitare sull’altro. Sarebbe straordinario se riuscissimo a non prevaricare, a non usare la violenza fisica e verbale. Raffiniamo il nostro modo di pensare e il nostro comportamento facendo spazio all’eleganza, al garbo, alla finezza, al rispetto dei diritti delle persone. Anche di questo abbiamo bisogno». (v.g.)

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