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Farris: «Un protocollo per la ripresa»

di Sergio Secci
Farris: «Un protocollo per la ripresa»

Siniscola, il sindaco chiede alla Regione indicazioni certe per la ripartenza

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SINISCOLA. Ancora una settimana e poi gradualmente le varie attività commerciali ed imprenditoriali potranno riprendere l’attività. A Siniscola e nei centri del circondario, che solo parzialmente per fortuna sono stati toccati dall’epidemia di coronavirus e dai suoi strascichi, la speranza è che si possa riprendere a lavorare a tempo pieno per non rischiare il tracollo finanziario che è dietro l’angolo per tante attività.

A subire le conseguenze maggiori del fermo, perlomeno secondo le disposizioni dell’ultimo decreto del presidente del consiglio dei ministri saranno baristi, barbieri, estetisti e parrucchieri che non potranno rialzare le serrande prima del primo giugno. Ma anche ristoratori, albergatori e numerosi imprenditori del settore turistico non se la passano certo bene non sapendo ancora come si dovranno comportare e soprattutto quando e se ci sarà il via libera tra una regione e l’altra. Preoccupazioni espresse anche dal sindaco di Siniscola Gianluigi Farris. «La mia più grande paura – spiega – è che molte imprese possano non essere in grado di ripartire o di non reggere l’impatto di una ripresa, dopo questo lungo periodo di blocco».

«Gli imprenditori – prosegue – hanno bisogno di sicurezze e come amministratori comunali, siamo preoccupati soprattutto per il settore turistico che è quello che corre i maggiori rischi. Al turismo si collegano poi altri settori a forte radicazione locale – dice ancora il primo cittadino – agroalimentare, ristorazione, commercio e pubblici esercizi che dovranno farsi trovare pronti al momento opportuno».

«Per questo – dice il sindaco di Siniscola, Farris – chiedo alla Regione di far presto e sopratutto dare indicazioni alle aziende su come ripartire con tutte le precauzioni necessarie. Dobbiamo essere e siamo consapevoli che l’intera struttura produttiva del comparto turistico è tutto ciò che ruota attorno ad esso, dovranno adottare nuove regole precise per la filiera turistica e ciò dev’essere fatto con istruzioni sia regionali sia nazionali».

«L’esempio – conclude il primo cittadino di Siniscola – può essere quello di un protocollo operativo e comportamentale con le misure per evitare contagi e assicurare la tutela sanitaria dei turisti che scelgano Siniscola e la Sardegna per le loro vacanze».

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