Commercio verso l’estinzione, servono aiuti
di Alessandro Farina
Vincenzo Vadilonga, responsabile dell’Ascom, rivendica finanziamenti a fondo perduto alle imprese
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BOSA. “La sopravvivenza delle micro, piccole e medie imprese non può essere messa a rischio in nessun modo se si vuole preservare la sopravvivenza stessa del tessuto economico, e quindi anche sociale”. Vincenzo Vadilonga, responsabile di Ascom-Confcommercio per Bosa e la Planargia, traccia un quadro della situazione e piazza qualche paletto, in questo momento di grande sofferenza economica anche in questo territorio. “Le nostre attività, ingranaggi indispensabili per un’economia sana e importanti presidi di legalità e sicurezza, sono oggi, per buona parte, a rischio estinzione. Un disastro senza precedenti da evitare a tutti i costi”.
“A livello locale ho avuto ieri conferma di alcuni forti tentativi, da parte delle istituzioni, tesi a velocizzare l’erogazione dei crediti da parte degli istituti bancari. A questo si somma l’importante e tempestivo intervento della Camera di Commercio di Nuoro, che offre alle proprie imprese una copertura totale degli interessi passivi su questi prestiti”.
Segnali importanti ma, in questo periodo certamente straordinario, non evidentemente sufficienti per Vadilonga. Convinto che dallo Stato dovrebbero arrivare invece "importanti iniezioni di liquidità a fondo perduto. Non si tratterebbe di un regalo ma di un doveroso intervento a sostegno del mondo imprenditoriale a livello nazionale”. Imprese che "tra acquisto merci, innumerevoli tasse, stipendi e contributi, manutenzioni dei locali e dei macchinari, reinvestimenti, hanno sempre reimmesso fino all’80% del proprio fatturato annuo. Parliamo di milioni di euro all’anno per la sola Bosa”.
Insomma anche qui si attendono interventi straordinari, anche perché “la riapertura di molte attività avverrà a fronte di incassi nemmeno sufficienti a coprire le spese vive, così da rendere fallimentare a priori la ripresa dell’attività lavorativa. Dal momento in cui il governo vieta la riduzione del personale, non tenendo conto di un crollo di incassi mediamente stimato in circa un quarto rispetto al periodo pre-Covid”.
“A livello locale ho avuto ieri conferma di alcuni forti tentativi, da parte delle istituzioni, tesi a velocizzare l’erogazione dei crediti da parte degli istituti bancari. A questo si somma l’importante e tempestivo intervento della Camera di Commercio di Nuoro, che offre alle proprie imprese una copertura totale degli interessi passivi su questi prestiti”.
Segnali importanti ma, in questo periodo certamente straordinario, non evidentemente sufficienti per Vadilonga. Convinto che dallo Stato dovrebbero arrivare invece "importanti iniezioni di liquidità a fondo perduto. Non si tratterebbe di un regalo ma di un doveroso intervento a sostegno del mondo imprenditoriale a livello nazionale”. Imprese che "tra acquisto merci, innumerevoli tasse, stipendi e contributi, manutenzioni dei locali e dei macchinari, reinvestimenti, hanno sempre reimmesso fino all’80% del proprio fatturato annuo. Parliamo di milioni di euro all’anno per la sola Bosa”.
Insomma anche qui si attendono interventi straordinari, anche perché “la riapertura di molte attività avverrà a fronte di incassi nemmeno sufficienti a coprire le spese vive, così da rendere fallimentare a priori la ripresa dell’attività lavorativa. Dal momento in cui il governo vieta la riduzione del personale, non tenendo conto di un crollo di incassi mediamente stimato in circa un quarto rispetto al periodo pre-Covid”.
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