Ludoteche e centri estivi pronti a ripartire
di Kety Sanna
Il coronavirus ha spazzato via queste attività. Delussu: «Aspettiamo di sapere come organizzarci»
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NUORO. Il “lockdown” dovuto all’emergenza coronavirus ha bloccato l’attività delle ludoteche cittadine che durante l’anno scolastico, ma anche nel corso dell’estate, si occupano di veri e propri eserciti di bambini, figli di genitori che lavorano, altrimenti costretti a stare in casa da soli. Ebbene, dall’oggi al domani educatori e responsabili dei centri si sono trovati senza un lavoro. Il Covid ha letteralmente spazzato via queste attività lasciando a terra decine di famiglie. Ora, questo primo allentamento delle restrizioni che fa prevedere da maggio la riapertura dei parchi, seppur per piccoli gruppi, e da giugno l’avvio dei centri estivi e degli oratori, nonostante la fine di questa quarantena per bambini e adolescenti sia ancora tutta da scrivere, si spera in una ripresa e nel riavvio delle attività. «La verità – dice Anna Maria Mura del centro Dietro mamma non siamo “La casetta” è che non siamo abituati a rimanere fermi e i nostri bambini ci mancano tanto. Non poter fare le attività tutti insieme è doloroso. C’è stato un momento in cui, in questo periodo – dice l’educatrice – ho avuto la sensazione di non avere prospettive. Ho immaginato di dovermi reinventare per poter andare avanti. Anche perché l’incentivo, nonostante abbiamo presentato domanda, non è arrivato, così come il bonus sport e salute. Ora speriamo nella riattivazione dei campi estivi anche se – sottolinea Anna Maria – pensare di poter pretendere dai bambini il rispetto del distanziamento sociale è difficile. Aspettiamo che ci diano le dritte per poter ripartire in sicurezza».
Carmen Delussu della ludoteca “Dietro mamma non siamo” guarda al 4 maggio come al giorno della svolta, con tutte le limitazioni del caso. «Quel giorno qualcosa riaprirà – dice fiduciosa – e noi ci stiamo preparando “per step” a riprendere in mano il nostro lavoro e le nostre vite. Forse – aggiunge – nulla sarà più come prima, perciò non ci resta che attendere di capire come veramente si riorganizzerà questa Fase 2. Una cosa è certa: le famiglie hanno bisogno di noi. Con il rientro – aggiunge Carmen – dovremo ripensare agli spazi che, anche se collaudati per 150 bambini e 15 collaboratori all’opera, occorrerà adeguarli alle nuove disposizioni. Quest’anno, forse, non si potrà lavorare in squadra ma la quarantena ci ha permesso di inventare nuovi modi per stare insieme. Punteremo sui laboratori di giornalismo e di scrittura creativa ai tempio del coronavirus, e sarà divertente trovare dei modi per salutarsi e abbracciarsi per evitare il contatto». Dello stesso tenore le dichiarazioni di Gianluca Cacciotto della società Alternatura che ogni anno organizza campi estivi per ragazzi al monte Ortobene. «Nonostante il periodo di chiusura, stiamo lavorando ai programmi per l’estate, cercando di mettere insieme tutto ciò che c’è di buono. Per noi, l’aggregazione è il fulcro delle nostre proposte – dice – perciò occorrerà aspettare e capire come potremo muoverci. Con le famiglie e la scuola, in questi mesi abbiamo sviluppato dei giochi a quiz finalizzati a raggiungere gli obiettivi ecologici che ci aiutano a continuare il percorso di educazione alla natura e alla terra. Un modo anche per stare a contatto con i nostri ragazzi e alleggerire le famiglie. Abbiamo riportato la nostra attività sul web – conclude Cacciotto – con la speranza di essere riusciti a portare fuori casa con la testa e con il cuore chi ci segue. Ora continuamo a preparaci in attesa della bella stagione con il desiderio di riprendere a vivere il nostro Monte come abbiamo sempre fatto».
Carmen Delussu della ludoteca “Dietro mamma non siamo” guarda al 4 maggio come al giorno della svolta, con tutte le limitazioni del caso. «Quel giorno qualcosa riaprirà – dice fiduciosa – e noi ci stiamo preparando “per step” a riprendere in mano il nostro lavoro e le nostre vite. Forse – aggiunge – nulla sarà più come prima, perciò non ci resta che attendere di capire come veramente si riorganizzerà questa Fase 2. Una cosa è certa: le famiglie hanno bisogno di noi. Con il rientro – aggiunge Carmen – dovremo ripensare agli spazi che, anche se collaudati per 150 bambini e 15 collaboratori all’opera, occorrerà adeguarli alle nuove disposizioni. Quest’anno, forse, non si potrà lavorare in squadra ma la quarantena ci ha permesso di inventare nuovi modi per stare insieme. Punteremo sui laboratori di giornalismo e di scrittura creativa ai tempio del coronavirus, e sarà divertente trovare dei modi per salutarsi e abbracciarsi per evitare il contatto». Dello stesso tenore le dichiarazioni di Gianluca Cacciotto della società Alternatura che ogni anno organizza campi estivi per ragazzi al monte Ortobene. «Nonostante il periodo di chiusura, stiamo lavorando ai programmi per l’estate, cercando di mettere insieme tutto ciò che c’è di buono. Per noi, l’aggregazione è il fulcro delle nostre proposte – dice – perciò occorrerà aspettare e capire come potremo muoverci. Con le famiglie e la scuola, in questi mesi abbiamo sviluppato dei giochi a quiz finalizzati a raggiungere gli obiettivi ecologici che ci aiutano a continuare il percorso di educazione alla natura e alla terra. Un modo anche per stare a contatto con i nostri ragazzi e alleggerire le famiglie. Abbiamo riportato la nostra attività sul web – conclude Cacciotto – con la speranza di essere riusciti a portare fuori casa con la testa e con il cuore chi ci segue. Ora continuamo a preparaci in attesa della bella stagione con il desiderio di riprendere a vivere il nostro Monte come abbiamo sempre fatto».
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