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Nuoro

«Senza stranieri una stagione da dimenticare»

«Senza stranieri una stagione da dimenticare»

Con i voli bloccati i bed and breakfast perderanno quasi due terzi della clientela. «Navighiamo al buio»

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NUORO. «Sarà una stagione disastrosa per i bed and breakfast. Il turismo straniero è praticamente azzerato, e se in Sardegna rappresenta oltre il 50 per cento delle presenze, in realtà come la nostra i turisti non italiani pesano per oltre i due terzi delle presenze». Marco Sedda, titolare del b&b Il bell’Antonio a Iscra e voes, tra Siniscola e Santa Lucia, traccia un quadro molto pessimistico del futuro più prossimo per questo segmento turistico. «Ma penso che anche il turismo nazionale registrerà un calo evidente, non solo per la paura delle persone a viaggiare ma anche per lo stato disastroso dei trasporti per e dalla Sardegna. Rispetto agli anni scorsi, dove il problema trasporti era già evidente, quest'anno dobbiamo fare i conti con il fallimento di Air Italy e ancora non si sa se volerà Ryanair, perché probabilmente i posti negli aerei saranno contingentati. E se dovessero viaggiare mi aspetto un considerevole aumento dei prezzi. Per ultimo c'è da registrare il costo notevole che queste piccolissime strutture ricettive dovranno sostenere per sanificare le stanze e i locali comuni, anche più volte al giorno. Si ipotizza una spesa di diverse centinaia di euro al mese solo per i prodotti, qualche migliaio di euro in una stagione solo per avere un minimo di sicurezza. Un onere che molte strutture non potranno di certo sostenere», conclude amaramente Sedda.

Pessimismo anche tra gli affittacamere, strutture che vanno oltre le tre camere dei b&b e possono arrivare sino a sei. «Come affittacamere – dice Paolo Puggioni, titolare in città dell’attività Il Bandito Re – quindi con partita Iva e conseguente tassazione, svolgiamo l’attività come professione, lavoriamo con quella fetta di clientela dove la ricezione è data dal rapporto diretto con gli ospiti. Siamo un po’ il punto di riferimento per chi arriva, magari dall’estero, e ha bisogno di dritte, consigli e indicazioni. Abbiamo già predisposto la struttura per la ripartenza ma navighiamo al buio».

Considerazioni nelle quali spicca l’assenza di indicazione soprattutto da parte istituzionale, in una regione che vorrebbe proporsi sul mercato come “isola sicura” di fronte alla pandemia. (p.me.)

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