Intervento salvavita su paziente Covid
di Valeria Gianoglio
L’équipe guidata da Maurizio Paulis opera un anziano giunto al Pronto soccorso con una emorragia cerebrale
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NUORO. Un’ora e un quarto di intervento delicatissimo – una craniotomia frontale – per una emorragia intracranica all’emisfero destro su un paziente di 80 anni con il fisico già duramente provato, perché affetto da Covid 19. Ma alla fine, ieri mattina, l’équipe del San Francesco guidata dal neurochirurgo Maurizio Paulis, ha potuto tirare un deciso sospiro di sollievo insieme alla grande soddisfazione di aver portato a termine con successo la prima operazione di neurochirurgia eseguita in Sardegna su un paziente con il coronavirus.
«Si può fare», ha commentato il neurochirurgo nonché primario dell’omonimo reparto dell’ospedale di Nuoro, Maurizio Paulis, al termine dell’intervento eseguito indossando, oltre a tutti gli altri dispositivi di protezione individuale, una tuta sterile dotata di un ventilatore interno. Si può fare grazie anche a una squadra multidisciplinare di professionisti – tra chirurghi, ferristi e anestesisti, perfettamente in grado di operare anche in condizioni più difficili del solito, come nel caso di ieri. E nonostante tante settimane complicate, fatte di nuovi percorsi di sicurezza da studiare, di carenze segnalate e proteste più o meno velate, di spazi da riorganizzare in quanto ospedale Covid, e di interventi da eseguire subito per evitare la morte del malato giunto in ospedale o per evitare l’aggravarsi di situazioni già parecchio compromesse.
Lo stesso pericolo, del resto, era presente anche rispetto allo stato di salute del paziente di ieri: un anziano di 80 anni del Nuorese che era giunto al Pronto soccorso del San Francesco in condizioni molto critiche: con una forte emorragia nell’emisfero destro del cranio. Non si poteva aspettare tanto, insomma: bisognava intervenire. Ma prima di poterlo fare, seguendo il protocollo introdotto dall’Assl, il paziente è stato sottoposto ai tamponi e ai controlli per verificare se fosse o meno affetto dal Covid 19. E poco dopo dal laboratorio analisi del San Francesco sono arrivati i risultati: paziente positivo al coronavirus. Da lì, ovviamente, le cose sono in parte cambiate.
«È stata anche questa la prova che il percorso di controlli che abbiamo studiato e introdotto sia per le operazioni in emergenza e urgenza, sia per gli interventi programmati e non differibili, stia funzionando molto bene – spiega la direttrice dell’Assl di Nuoro, Grazia Cattina – quando questo paziente è arrivato al San Francesco, infatti, non risultava come affetto dal Covid 19, ma lo abbiamo scoperto solo dopo averlo sottoposto ai controlli preventivi. Così come è capitato anche nelle ultime tre settimane di interventi chirurgici, tra Otorino, Oculistica, Chirurgia vascolare, Chirurga generale e senologia, Urologia, Ginecologia e Ortopedia: abbiamo seguito lo stesso percorso di controlli e sicurezza. E siamo soddisfatti: finora non abbiamo riportato nessun caso di contagio. La riorganizzazione dell’ospedale San Francesco, che ha visto un grande impegno da parte di tutti, è stata dunque efficace».
E così, nonostante le difficoltà legate all’intervento chirurgico in questo caso condotto su un cosiddetto “paziente Covid”, l’operazione di ieri mattina si è conclusa con il pieno successo ottenuto dalla equipe guidata dal neurochirurgo e primario, Maurizio Paulis. Dopo un’ora e un quarto di intervento al cranio, dunque, l’anziano giunto all’ospedale in condizioni critiche, è stato giudicato fuori pericolo: l’operazione è perfettamente riuscita e il paziente è stato accompagnato nel reparto destinato ai casi Covid per la degenza post-operatoria.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Si può fare», ha commentato il neurochirurgo nonché primario dell’omonimo reparto dell’ospedale di Nuoro, Maurizio Paulis, al termine dell’intervento eseguito indossando, oltre a tutti gli altri dispositivi di protezione individuale, una tuta sterile dotata di un ventilatore interno. Si può fare grazie anche a una squadra multidisciplinare di professionisti – tra chirurghi, ferristi e anestesisti, perfettamente in grado di operare anche in condizioni più difficili del solito, come nel caso di ieri. E nonostante tante settimane complicate, fatte di nuovi percorsi di sicurezza da studiare, di carenze segnalate e proteste più o meno velate, di spazi da riorganizzare in quanto ospedale Covid, e di interventi da eseguire subito per evitare la morte del malato giunto in ospedale o per evitare l’aggravarsi di situazioni già parecchio compromesse.
Lo stesso pericolo, del resto, era presente anche rispetto allo stato di salute del paziente di ieri: un anziano di 80 anni del Nuorese che era giunto al Pronto soccorso del San Francesco in condizioni molto critiche: con una forte emorragia nell’emisfero destro del cranio. Non si poteva aspettare tanto, insomma: bisognava intervenire. Ma prima di poterlo fare, seguendo il protocollo introdotto dall’Assl, il paziente è stato sottoposto ai tamponi e ai controlli per verificare se fosse o meno affetto dal Covid 19. E poco dopo dal laboratorio analisi del San Francesco sono arrivati i risultati: paziente positivo al coronavirus. Da lì, ovviamente, le cose sono in parte cambiate.
«È stata anche questa la prova che il percorso di controlli che abbiamo studiato e introdotto sia per le operazioni in emergenza e urgenza, sia per gli interventi programmati e non differibili, stia funzionando molto bene – spiega la direttrice dell’Assl di Nuoro, Grazia Cattina – quando questo paziente è arrivato al San Francesco, infatti, non risultava come affetto dal Covid 19, ma lo abbiamo scoperto solo dopo averlo sottoposto ai controlli preventivi. Così come è capitato anche nelle ultime tre settimane di interventi chirurgici, tra Otorino, Oculistica, Chirurgia vascolare, Chirurga generale e senologia, Urologia, Ginecologia e Ortopedia: abbiamo seguito lo stesso percorso di controlli e sicurezza. E siamo soddisfatti: finora non abbiamo riportato nessun caso di contagio. La riorganizzazione dell’ospedale San Francesco, che ha visto un grande impegno da parte di tutti, è stata dunque efficace».
E così, nonostante le difficoltà legate all’intervento chirurgico in questo caso condotto su un cosiddetto “paziente Covid”, l’operazione di ieri mattina si è conclusa con il pieno successo ottenuto dalla equipe guidata dal neurochirurgo e primario, Maurizio Paulis. Dopo un’ora e un quarto di intervento al cranio, dunque, l’anziano giunto all’ospedale in condizioni critiche, è stato giudicato fuori pericolo: l’operazione è perfettamente riuscita e il paziente è stato accompagnato nel reparto destinato ai casi Covid per la degenza post-operatoria.
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