Lula, festa silenziosa per San Francesco
Il sindaco Calia: «Speriamo di recuperare nell’edizione del prossimo ottobre»
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LULA. «La comunità lulese è orfana di San Francesco» è l’amaro commento di una anziana. «Non solo dal punto di vista religioso ma anche economico-sociale». Il cancello d’ingresso al cortile del santuario a tre chilometri da Lula, infatti, è sprangato e in paese c’è un silenzio tombale: strade deserte, una situazione impressionante se si pensa alla festa tanto attesa, che ogni anno si rinnovava dal 1 al 10 maggio, e il paese si riempiva di visitatori, molti dei quali pellegrini che avevano assistito ai riti religiosi nel santuario campestre. A Lula diverse serate trascorrevano all’insegna dei divertimenti vari e della musica, seguendo una atavica tradizione.
Oggi sembra di essere precipitati in un altro mondo, lontano anni luce, tant’è che la pandemia da coronavirus ha inciso cuore e menti dei lulesi e dei pellegrini che provenivano da ogni dove. «Per noi è la festa più importante, sia dal punto di vista religioso ma anche in un’ottica turistica e turistico-religiosa» ha sostenuto il sindaco Mario Calia, evidenziando il danno causato dall’epidemia. «San Francesco è un patrimonio per Lula – ha incalzato Calia – e in questo stato ci accorgiamo quante vale. Purtroppo ci dobbiamo adeguare con l’auspicio che l’emergenza finisca quanto prima». Si spera in tempi migliori «per recuperare nella edizione di ottobre, è anche un problema di cuore». «Sì – aggiunge Calia –, come amministrazione abbiamo sempre fatto la nostra parte, abbiamo collaborato con la curia e con il Comune e non solo organizzando serate musicali e spettacoli vari». Il discorso cade sui danni che stanno subendo gli operatori locali e, non ultimi, quelli del settore agropastorale. È il discorso che ha ripreso Gianni Arrigo, presidente della Pro loco, che collaborando, nelle passate edizioni, ha contribuito a dare un tono particolare alla festa: «Per noi è un simbolo che ci manca, oltre i danni alla comunità, mancando la vendita di carne, formaggio, ricotta. Noi avevamo dato sempre il nostro contributo con il raduno delle macchine d’epoca, spettacolo vari, momenti conviviali. Ci manca, anche, il momento religioso di massa e la socialità. È tangibile». Non resta che attendere domani, 5 maggio, ore 11, giorno clou della festa, alla messa presieduta dal vescovo Antonello Mura, presenti il cappellano don Tottoni Cosseddu e alcuni sacerdoti, i priori Sebastiano Succu e Sara Spina, riconfermati per l’edizione ventura. Sarà trasmessa su TeleSardegna (canale 14 del digitale terrestre), in streaming sulla pagina facebook de L’Ortobene e Radio Barbagia con lo sguardo rivolto a tempi migliori. (b.a.)
Oggi sembra di essere precipitati in un altro mondo, lontano anni luce, tant’è che la pandemia da coronavirus ha inciso cuore e menti dei lulesi e dei pellegrini che provenivano da ogni dove. «Per noi è la festa più importante, sia dal punto di vista religioso ma anche in un’ottica turistica e turistico-religiosa» ha sostenuto il sindaco Mario Calia, evidenziando il danno causato dall’epidemia. «San Francesco è un patrimonio per Lula – ha incalzato Calia – e in questo stato ci accorgiamo quante vale. Purtroppo ci dobbiamo adeguare con l’auspicio che l’emergenza finisca quanto prima». Si spera in tempi migliori «per recuperare nella edizione di ottobre, è anche un problema di cuore». «Sì – aggiunge Calia –, come amministrazione abbiamo sempre fatto la nostra parte, abbiamo collaborato con la curia e con il Comune e non solo organizzando serate musicali e spettacoli vari». Il discorso cade sui danni che stanno subendo gli operatori locali e, non ultimi, quelli del settore agropastorale. È il discorso che ha ripreso Gianni Arrigo, presidente della Pro loco, che collaborando, nelle passate edizioni, ha contribuito a dare un tono particolare alla festa: «Per noi è un simbolo che ci manca, oltre i danni alla comunità, mancando la vendita di carne, formaggio, ricotta. Noi avevamo dato sempre il nostro contributo con il raduno delle macchine d’epoca, spettacolo vari, momenti conviviali. Ci manca, anche, il momento religioso di massa e la socialità. È tangibile». Non resta che attendere domani, 5 maggio, ore 11, giorno clou della festa, alla messa presieduta dal vescovo Antonello Mura, presenti il cappellano don Tottoni Cosseddu e alcuni sacerdoti, i priori Sebastiano Succu e Sara Spina, riconfermati per l’edizione ventura. Sarà trasmessa su TeleSardegna (canale 14 del digitale terrestre), in streaming sulla pagina facebook de L’Ortobene e Radio Barbagia con lo sguardo rivolto a tempi migliori. (b.a.)
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