Carenze, assistenza e sicurezza i sindaci attaccano l’Assl

DESULO. I sindaci del distretto sanitario di Sorgono vanno alla guerra contro la Assl di Nuoro. E chiamano in causa il presidente della Regione, Christian Solinas, quale giudice della situazione. Il...

DESULO. I sindaci del distretto sanitario di Sorgono vanno alla guerra contro la Assl di Nuoro. E chiamano in causa il presidente della Regione, Christian Solinas, quale giudice della situazione. Il malcontento è affidato ad una nota, sottoscritta dal presidente della conferenza dei sindaci Cristina Sedda, primo cittadino di Ovodda, dal presidente della Comunità Montana e sindaco di Atzara, Alessandro Corona, dal vice sindaco di Aritzo Tonio Meloni, dal commissario Alessandro Alciator di Austis, Bastiano Casula di Belvì, Gigi Littarru di Desulo, Francesco Mario Peddio di Gadoni, Marco Demuru di Meana Sardo, Francesco Carta di Ortueri, Giovanni Arru di Sorgono, Costantino Tidu di Teti, Francesco Zucca di Tiana, Flavia Loche di Tonara. Nel documento si ricorda che «il Distretto Socio-Sanitario, dispone di un ospedale: il “San Camillo» di tre Poliambulatori, Sorgono, Aritzo, Desulo, di un Plus, cinque guardie mediche. Tutti servizi la cui qualità e quantità, in questi ultimi anni, si è notevolmente abbassata, non garantendo standard minimi di sicurezza. «La polemica si infiamma il 21 aprile dopo la convocazione della Conferenza dei Sindaci di Distretto. «Abbiamo ascoltato le solite affermazioni stantie – scrivono i sindaci – con le rassicurazioni “del tutto va bene”, dai servizi ospedalieri a quelli territoriali, mentre, purtroppo, non sono garantiti nel territorio i livelli essenziali di assistenza. L’assenza di una visione organica e omogenea della sanità ospedaliera, dei servizi specialistici di base, hanno compresso l’offerta sociosanitaria». Di qui l’offerta da parte della conferenza dei sindaci: 150.000 euro, messi a disposizione dalle amministrazioni, per l’acquisto di attrezzature e dispositivi individuali, da destinare a tutti gli operatori della sanità. Offerta, secondo i primi cittadini, rifiutata dalla direzione della Assl con la motivazione che il personale del San Camillo, così come quello del territorio, “opera in totale sicurezza”. Atteggiamento che ha irritato i primi cittadini. «Abbiamo sempre operato affinché la conferenza dei sindaci potesse incidere in materia di programmazione sanitaria, e lo abbiamo fatto con più convinzione in una situazione di contrasto e prevenzione epidemiologica, considerato il nostro ruolo di autorità sanitaria locale e i doveri che ne conseguono». La parola passa quindi al presidente Solinas «quale massima autorità istituzionale della Sardegna, affinché intervenga, per rimedio alla condizione che il distretto sanitario di Sorgono sta vivendo, in quanto emergenza nella emergenza».

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