La Nuova Sardegna

Nuoro

Malati oncologici all’Assl: temiamo il contagio Covid

di Kety Sanna
Malati oncologici all’Assl: temiamo il contagio Covid

Duro confronto tra i pazienti e la direttrice d’area Cattina sul tema della sicurezza Le persone in cura chiedono che gli oncologi non si occupino di coronavirus 

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NUORO. «Prenderò atto di quanto detto. Rifletterò sulle segnalazioni che mi avete fatto. Il vostro interesse è il mio». Così conclude Grazia Cattina, direttrice dell’Assl, dopo due ore di tensione e di duro confronto con i pazienti oncologici dell’ospedale San Francesco che non accettano lo spostamento dei “loro” medici nel reparto sospetti Covid. Una riunione dai toni accesi che ha visto da una parte i malati manifestare il proprio malessere e la forte preoccupazione di poter essere contagiati perché immunodepressi, e dall’altra, la direzione che ha chiarito il proprio impegno nella gestione dell’emergenza sanitaria. «Ma la paura dei pazienti nasce proprio dal sospetto per via di una situazione pregressa che in questo ospedale si è verificata», ha detto l’avvocata della Uil Maria Grazia Pastorino – rivolgendosi alla direttrice d’area, che ha sottolineato che mai avrebbe messo a rischio la salute dei pazienti se non avesse avuto la certezza di operare in totale sicurezza. Grazia Cattina ha annunciato a tutti la richiesta presentata dall’Assl 3 di chiudere il reparto Covid e il “sospetti” visto che da quattro settimane non si registrano nuovi accessi.

Rispetto alle dichiarazioni della direzione della Assl, i pazienti hanno rimarcato come gli ordini di servizio partiti nei confronti degli oncologi del San Francesco non ci sono stati in nessun altro ospedale dell’isola e della penisola, dove, al contrario, i reparti di oncologia sono rimasti blindati durante tutto il periodo. Sempre loro nel rimarcare, a più riprese l’eccellenza del reparto nuorese, hanno gridato la contrarietà allo spostamento dei medici che già con un organico ridotto sono costretti a turni e orari massacranti, portando i malati a subire lunghe ore di attesa. «Ciò che non si capisce – ha detto Paola, una delle pazienti – è che non tutti i reparti o tutti i malati sono uguali. Con i nostri oncologi si crea un rapporto particolare. Io non ho voglia di raccontare a un medico diverso il mio stato d’animo. Le cartelle non parlano di questo e un qualsiasi altro specialista non può sapere che la settimana prima il malato ha avuto dolori o ha vissuto una situazione particolare. Con i nostri medici abbiamo un rapporto costante». A lei si è aggiunta Maria Teresa che ha sottolineato le lunghe liste d’attesa per i controlli, con l’arrivo di numerosi malati non solo dalla provincia. A questo punto la primaria di Oncologia, dottoressa Maria Giuseppina Sarobba, chiamata in causa dalla direttrice Cattina ha detto: «Non ci deve essere la paura di essere contagiati perché abbiamo trattato i pazienti che arrivano con estrema tutela. Abbiamo diviso l’attività, abbiamo fatto i turni doppi perché fosse loro garantita la sicurezza. La mia preoccupazione era che voi vi spaventaste. Noi siamo sicuri che non ci possa essere contagio, certo è – ha sottolineato la specialista – che siamo pochi nel reparto. Adesso, inoltre, ci aspettiamo da questa stasi nell’accesso alle cure e alla diagnostica, una recrudescenza della malattia e non sarà facile». Preso atto della posizione della direzione della Assl, i pazienti oncologici hanno ribadito di continuare ad essere disposti a tutto pur di vedere garantito il loro diritto alla salute.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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