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Nuoro

«Siamo pronti a ripartire ma 600 euro sono pochi»

di Valeria Gianoglio
«Siamo pronti a ripartire ma 600 euro sono pochi»

Il direttore provinciale della Confcommercio fa il bilancio della quarantena «Abbiamo seguito 400 pratiche, ma i soldi non bastano nonostante la tenacia»

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NUORO. «C’è ancora tanto da lavorare in vista della ripartenza di tutte le attività del territorio, e c’è anche una crisi profonda ed estesa, perché finora l’unica forma di sostegno che è arrivata nelle tasche dei piccoli commercianti ed esercenti sono i 600 euro del decreto Cura Italia, e noi, con i nostri sportelli di assistenza, qui nel Nuorese abbiamo sostenuto 400 persone, tra baristi, ristoratori e commercianti, nell’iter per ottenerli. Ma quello che mi conforta, nonostante tutto, è sapere che nessuno ha perso la speranza, e che nel Nuorese c’è tanta voglia di ripartire». Gianluca Deriu a tratti si infiamma, per lo sconforto, a tratti, invece quasi si commuove, quando ricorda le ultime telefonate che ha ricevuto al suo cellulare in particolare nell’ultima settimana.

Nomi non ne vuole fare, spiega, perché sono momenti e cose delicate, queste, ma le parole che ha sentito, dopo aver aperto la chiamata, gli risuonano ancora in testa. «Guarda, ho tanti problemi, ma resisterò fino alla fine perché voglio farcela», gli ha detto pochi giorni fa un piccolo commerciante del Nuorese. «Sono persone tenaci, i nostri imprenditori – commenta ancora Deriu – ma adesso più che mai solo la tenacia non basterà: bisogna dar loro liquidità, e togliere tasse e tributi a livello locale, come la Tari e l’Imu». E nell’attesa di tempi migliori, e soprattutto delle tanto sospirate riaperture di tutti i negozi, negli ultimi giorni, per il direttore provinciale della Confcommercio è cominciato un vero tour de force online per incontrare, anche se via web, le diverse categorie del commercio, e dare loro tutte le indicazioni necessarie per la ripartenza. «Ho da poco terminato un webinar (un seminario via web, ndr) con 70 baristi del Nuorese – spiega Deriu – e uno dei problemi principali è la mancanza di spazi adeguati per far rispettare le distanze all’interno dei locali. Questo è un problema che tocca in modo particolare i baristi, visto che nella nostra provincia, in particolare, in genere i locali non sono tanto estesi. Ma la questione spazi tocca, ovviamente, anche i ristoratori e le altre categorie. Sarà una vera sfida riuscire a rispettarla e allo stesso tempo cercare di salvaguardare le attività». «Ma quello che fa ben sperare – aggiunge il direttore provinciale di Confcommercio – è la grande capacità di reinventarsi che hanno manifestato tanti commercianti e titolari di attività. Molti si sono organizzati con le consegne a domicilio, ci sono ristoratori che si sono letteralmente reinventati facendo arrivare nelle case tutti gli ingredienti pronti, o precotti, con le indicazioni per assemblarli. Se ci salveremo, insomma, sarà anche per questa straordinaria creatività insieme a tanta tenacia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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