Reparto Covid senza gli oncologi

L’Assl: «Organizzazione ridefinita per un disagio inatteso». Pintore: «Felici del risultato ottenuto»

NUORO. La protesta dei malati oncologici contro la turnazione dei “loro” medici nel reparto “grigio” ha dato i suoi frutti. L’Assl ha rivisto l’organizzazione del lavoro nel reparto sospetti Covid, riuscendo a non includere per le prossime settimane, né gli oncologi, né altri specialisti di internistica. Una decisione che arriva dopo l’incontro di lunedì scorso tra i pazienti e il direttore d’area, Grazia Cattina, che ha sempre sottolineato il livello di sicurezza adottato dall’equipe multispecialistica per prevenire il contagio. Aspetto che, però, non è servito a fermare la protesta mandata avanti con ostinazione e sfociata su Facebbok anche con la petizione “Stop allo spostamento degli oncologi al reparto Covid”, che nel giro di poche ore ha raccolto oltre 1500 firme. Loro che essendo pazienti sottoposti a cure salvavita, ed esposti a rischi maggiori per via della chemioterapia che li rende immunodepressi, a più riprese hanno denunciato la preoccupazione nel sapere che gli oncologi oltre a lavorare nel loro reparto prestavano ore in quello Covid.

«Ovviamente – ha detto ieri Grazia Cattina, nell’annunciare la decisione dell’azienda – niente di ciò che è stato detto nel corso dell’incontro è stato perso, e nessuna rivalutazione è stata fatta rispetto ai concetti sulla sicurezza. Il disagio dei pazienti, invece, è stato oggetto di riflessione su aspetti che erano inattesi. Non era prevedibile che l’organizzazione interna dei reparti potesse creare una situazione di disagio nei malati. Mi ha stupita – ha aggiunto il direttore d’Area dell’Assl 3 – che gli specialisti non siano stati in grado di rassicurare i pazienti che, a detta loro, avevano già da prima manifestato la paura di entrare in ospedale. Insicurezza che sarebbe aumentata in previsione della turnazione dei medici che su 266 ore complessive, avrebbero sottratto 12 ore al loro reparto. Perciò – ha aggiunto il direttore – laddove gli specialisti non sono riusciti ad evitare questo stato di disagio, è stato compito della direzione di Presidio e di Area, trovare una soluzione, ridefinendo il lavoro di tutti. Tengo a sottolineare – ha concluso Grazia Cattina – che il San Francesco, grazie alla professionalità e dedizione di molti, ha assicurato e continua ad assicurare l’assistenza ai pazienti Covid come ai no Covid, ovviamente, con le limitazioni definite dalle disposizioni nazionali e regionali: solo ricoveri indifferibili, tra i quali ricoveri per interventi chirurgici anche per patologie oncologiche; solo prestazioni ambulatoriali indifferibili, quindi visite classificate come urgenti e brevi».

Il reparto nuorese di oncologia, eccellenza della Sanità sarda, nonostante l’organico sottodimensionato (conta 7 specialisti ndr), ogni anno prende in carico 500 nuovi pazienti, oltre quelli già in cura da tempo. Inoltre, ogni giorno ospita 50 malati che arrivano da diverse parti dell’isola per sottoporsi ai cicli di chemioterapia.

«Siamo molto soddisfatte e felici per il risultato ottenuto» ha detto Marilena Pintore, nel duplice ruolo di malata oncologica e di responsabile regionale dei Centri d’ascolto Uil Sardegna, che in questo periodo di emergenza sanitaria non hanno mai interrotto l’attività, raccogliendo le richieste di aiuto dei malati e supportandoli nell’iniziativa.

«Finalmente siamo serene di poter continuare le nostre terapie – ha aggiunto –. Ringraziamo e riconosciamo al direttore Grazia Cattina la sensibilità dimostrata nel decidere di non impegnare “i nostri medici” nella turnazione del reparto sospetti Covid. Grazie, inoltre, alle tante persone che attraverso i social ci hanno permesso di superare le 1500 firme della petizione, e ci hanno dimostrato solidarietà e vicinanza, dandoci la forza di continuare la nostra battaglia per la vita».

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