Provincia
Scuole, Tidu scrive alla Regione «Servono risorse per la ripresa»
NUORO. Chiede un protocollo specifico per la sicurezza «che stabilisca nel dettaglio come si sanificano gli ambienti, come si mantengono le distanze, come si limitano le presenze». Ma anche un piano...
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NUORO. Chiede un protocollo specifico per la sicurezza «che stabilisca nel dettaglio come si sanificano gli ambienti, come si mantengono le distanze, come si limitano le presenze». Ma anche un piano straordinario di investimenti, «indispensabile per potenziare l’organico, aumentare le dotazioni finanziarie delle scuole tenute a dotarsi dei dispositivi di sicurezza, far fronte ala necessità di ripensare tempi e luoghi della didattica». Dopo giorni di attesa, rispetto all’avvio ella fase 2 del piano di contenimento della pandemia, e con la fine dell’anno scolastico ormai alla porte, l’amministratore straordinario della Provincia di Nuoro, Costatino Tidu, prende carta, penna e computer e manda una lettera all’assessore regionale all’Istruzione, Andrea Biancareddu. E all’inizio racconta, quantomeno per sommi capi, tutti i problemi che le scuole della provincia potrebbero dover affrontare a settembre, con la partenza del nuovo anno scolastico dopo tanti mesi di didattica a distanza, complicazioni e lezioni dal vivo interrotte. Tidu scrive a Biancareddu che «l’esigenza di preparare adeguatamente e per tempo una ripresa delle attività scolastiche in condizioni di sicurezza» per tutti «richiede un’accurata programmazione». Ma «al momento – spiega ancora l’amministratore straordinario della Provincia di Nuoro – non si conoscono ancora quali misure ministeriali saranno impartite per disciplinare le nuove prescrizioni per l’avvio in sicurezza». E se da un lato, su questo fronte, ci sono ancora tante incognite, per Tidu esiste già, invece, una solida certezza: «Alle scuole dovranno essere assicurate risorse finanziarie umane e strumentali adeguate attraverso interventi straordinari. Occorrerà definire un protocollo specifico sulla sicurezza». Tid chiede, insomma, regole chiare e specifiche sulla sanificazione degli ambienti scolastici, sul modo per mantenere le distanze tra studenti e insegnanti, sui metodi per garantire la sicurezza di tutti.
L’amministratore straordinario della Provincia, nella lettera inviata a Biancareddu, ricorda anche che «la didattica a distanza ha permesso , a scuole chiuse, di mantenere attivo il rapporto educativo e di insegnamento con gran parte degli alunni», ma ricorda anche che in «troppi casi il rapporto è stato ostacolato o impedito per carenza di dotazioni e di concessioni efficaci, col rischio di accentuare squilibri e diseguaglianze». E anche per questo Tidu chiede che questo tipo di didattica adesso vada superata, o che quantomeno non venga più utilizzata come forma di didattica esclusiva.
Servono risorse per la scuola, scrive in definitiva Tidu, servono investimenti per garantire una ripresa in sicurezza tra i banchi a partire dal prossimo mese di settembre. «Ora più che mai – scrive Tidu – si ha bisogno di una scuola che possa garantire efficacia e qualità per ripartire nella drammatica situazione determinata dalla pandemia».
L’amministratore straordinario della Provincia, nella lettera inviata a Biancareddu, ricorda anche che «la didattica a distanza ha permesso , a scuole chiuse, di mantenere attivo il rapporto educativo e di insegnamento con gran parte degli alunni», ma ricorda anche che in «troppi casi il rapporto è stato ostacolato o impedito per carenza di dotazioni e di concessioni efficaci, col rischio di accentuare squilibri e diseguaglianze». E anche per questo Tidu chiede che questo tipo di didattica adesso vada superata, o che quantomeno non venga più utilizzata come forma di didattica esclusiva.
Servono risorse per la scuola, scrive in definitiva Tidu, servono investimenti per garantire una ripresa in sicurezza tra i banchi a partire dal prossimo mese di settembre. «Ora più che mai – scrive Tidu – si ha bisogno di una scuola che possa garantire efficacia e qualità per ripartire nella drammatica situazione determinata dalla pandemia».
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