Ci mancavano solo le cavallette

Bolotana, l’allarme di Coldiretti: «Devastati pascoli e foraggio di aziende già provate dal coronavirus»

BOLOTANA. «Le cavallette stanno distruggendo le campagne». È il grido d’allarme lanciato dalla Coldiretti Nuoro-Ogliastra. «Da qualche giorno – dicono il presidente e il direttore della confederazione, Leonardo Salis e Alessandro Serra – le aziende agricole tra Ottana, Bolotana, Orotelli e Orani, ma anche a Escalaplano, denunciano la ricomparsa delle locuste. La paura è che il problema riesploda e che addirittura quest’anno il numero sia maggiore rispetto allo scorso anno, provocando ulteriori danni e perdite in una annata pessima segnata dall’emergenza epocale del Covid-19». Le cavallette sono ricomparse anche quest’anno favorite dal clima umido che ha caratterizzato i primi mesi della primavera del 2020.

Come se non bastasse la pandemia del coronavirus che ha ridotto a brandelli l’economia delle campagne e non solo, ora, ad accelerare il collasso del settore agropastorale, nella media valle del Tirso torna quindi l’incubo delle cavallette: un fenomeno vissuto lo scorso anno che ha pressoché distrutto i foraggi e le coltivazioni destinate ai mercati ortofrutticoli e all’alimentazione del bestiame. L’invasione interessò circa duemila e 500 ettari di terreno divisi tra una ventina di aziende agricole, che, tra maggio e giugno del 2019, persero gran parte del pascolo e del foraggio. A lanciare l’allarme del nuovo fenomeno, così come un anno fa, è ancora una volta la Coldiretti Nuoro-Ogliastra.

«Purtroppo il problema – afferma il presidente Leonardo Salis – si è materializzando anche quest’anno aggravando ancora di più la terribile situazione delle aziende agro pastorali già seriamente provate dall’emergenza del coronavirus oltre che da tutte le altre problematiche che conosciamo, non ultima quella dei cambiamenti climatici. Da oltre 20 giorni stiamo monitorando la situazione insieme alle aziende agricole interessate e allo stesso tempo ci stiamo già attivando presso le istituzioni per chiedere interventi immediati per contenerne la diffusione».

Interventi che, a quanto pare, potrebbero essere già in ritardo. «Come ci dissero lo scorso anno gli esperti del settore – spiega il direttore di Coldiretti Nuoro Ogliastra, Alessandro Serra – è anche difficile, arrivati a questa fase, intervenire per bloccare l’invasione delle cavallette. L’unica speranza la riponiamo nei predatori naturali, in particolare nell’avifauna che potrebbe rappresentare l’unico mezzo di contrasto alle locuste».

Il proliferare delle cavallette, secondo la Coldiretti nuorese-ogliastrina, è frutto dei cambiamenti climatici e delle terre incolte: «Due problematiche – denunciano ancora i vertici dell’associazione di categoria – conseguenza delle mancate risposte per arginare il fenomeno». Primo indiziato rimane l’abbandono delle campagne.

«Le terre incolte – sottolineano Leonardo Salis e Alessandro Serra – sono frutto della crisi delle campagne dovuta alla scarsa remunerazione dei prodotti agricoli che costringe le aziende a tagli importanti nella voce spese, quali la coltivazione delle terre che vengono spesso lasciate a pascolo brado, abbandonando così l’agricoltura. In questo caso i terreni diventano luogo ideale per i grillai delle cavallette che trovano terreno fertile per deporre le uova. L’altro fattore – concludono presidente e direttore della confederazione – sono i cambiamenti climatici, quali le lunghe siccità e i prolungati e intensi periodi di piovosità che stiamo vivendo da diversi anni e per i quali Coldiretti ha chiesto un forum permanente per programmare un’agricoltura adatta al nuovo clima. Negli ultimi anni stiamo assistendo a degli eventi estremi: lunghi periodi di siccità si alternano ad altri di molto piovosi». Il resto del danno lo fanno le cavallette.

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