Giunta sotto attacco: «Interventi in ritardo»
di Francesco Pirisi
Alla prima riunione di consiglio in streaming l’opposizione incalza Soddu sugli aiuti ai cittadini
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NUORO. La città che affronta la Fase 2 dell’emergenza Covid-19 è da dopoguerra. I segni sono il sit-in delle partite Iva la settimana passata in municipio, gli operatori degli asili privati che non sanno se potranno riaprire, gli anziani sospesi nell’incertezza se per loro il Coronavirus non sarà un rischio permanente. Una sintesi esaustiva l’ha data il consiglio comunale, riunito per la prima volta in streaming. Consiglieri e assessori collegati dalle proprie abitazioni, il sindaco Andrea Soddu dall’ufficio in municipio. Può assistere la cittadinanza. Chi si aspetta novità rimane deluso. Le decisioni sul sostegno economico a famiglie e imprese sono ancora da valutare. Lo spiega Soddu: «Non possiamo decidere né sgravi sulle tasse, né altri tipi di aiuti, sino a quando il governo non darà le linee operative. La stessa cosa vale per indicare tempi e modi per la riapertura di scuole, negozi e aziende. Le stesse direttive Inail sono state pubblicate solo oggi». Per la fase di ripresa il primo cittadino chiama a raccolta consiglieri e forze politiche: «In questi due mesi abbiamo dato una prova di solidarietà e responsabilità. Se saremo capaci di superare gli schematismi e a unirci credo che riusciremo a dare un futuro e una speranza alla città».
Ma si riparte, dopo due mesi e mezzo, sempre con la vecchia distanza e con idee su programmi che sono differenti. Il consiglio di ieri doveva essere già deliberativo di interventi di aiuto. Lo dicono uno dopo l’altro Peppe Montesu (Nuova Nuoro), Nicola Porcu (Pd), i sardisti Graziano Siotto, Claudia Camarda e Viviana Brau, Gian Piero Gusai, Paolo Fadda (Uniti per Nuoro). «Sin qui abbiamo visto solo interventi economici pianificati e finanziati da governo e Regione. Ci chiediamo dove sono gli aiuti diretti del comune e quali saranno nel prossimo futuro». Vi si aggiunge anche una voce di senso pressoché uguale dalla stessa maggioranza. Quella del capogruppo di Ripensiamo Nuoro, Emilio Zola: «Vogliamo riunirci anche per discutere e concretizzare gli sgravi sulle tasse».
Punti di vista sui quali si incentra la replica di Andrea Soddu, in chiusura. Prima con parole concilianti: «Il Consiglio è stato convocato con l’obiettivo di informare su questi due mesi di emergenza e porsi degli obiettivi generali per ritornare per gradi alla normalità». La diplomazia in questo passaggio non vale però come metodo assoluto: «Giudico infame – risponde ai gruppi di opposizione – chiedere cosa ha fatto l’amministrazione. Rispondo: ha solo lavorato 24 ore su 24». Non è tuttavia una riunione di mero scontro. C’è unanimità, nelle parole del presidente dell’assemblea Fabrizio Beccu e in tutti gli interventi (al microfono anche Giovanna Zedde, Marilena Rojch, Michele Siotto, Francesco Fadda, Fausta Moroni, Franca Rosa Contu, gli assessori Gianni Dettori e Valeria Romagna) nel rimarcare l’impegno di forze dell’ordine, militari dell’Esercito, volontari, dipendenti comunali e della società “in house” E-Comune.
Ma si riparte, dopo due mesi e mezzo, sempre con la vecchia distanza e con idee su programmi che sono differenti. Il consiglio di ieri doveva essere già deliberativo di interventi di aiuto. Lo dicono uno dopo l’altro Peppe Montesu (Nuova Nuoro), Nicola Porcu (Pd), i sardisti Graziano Siotto, Claudia Camarda e Viviana Brau, Gian Piero Gusai, Paolo Fadda (Uniti per Nuoro). «Sin qui abbiamo visto solo interventi economici pianificati e finanziati da governo e Regione. Ci chiediamo dove sono gli aiuti diretti del comune e quali saranno nel prossimo futuro». Vi si aggiunge anche una voce di senso pressoché uguale dalla stessa maggioranza. Quella del capogruppo di Ripensiamo Nuoro, Emilio Zola: «Vogliamo riunirci anche per discutere e concretizzare gli sgravi sulle tasse».
Punti di vista sui quali si incentra la replica di Andrea Soddu, in chiusura. Prima con parole concilianti: «Il Consiglio è stato convocato con l’obiettivo di informare su questi due mesi di emergenza e porsi degli obiettivi generali per ritornare per gradi alla normalità». La diplomazia in questo passaggio non vale però come metodo assoluto: «Giudico infame – risponde ai gruppi di opposizione – chiedere cosa ha fatto l’amministrazione. Rispondo: ha solo lavorato 24 ore su 24». Non è tuttavia una riunione di mero scontro. C’è unanimità, nelle parole del presidente dell’assemblea Fabrizio Beccu e in tutti gli interventi (al microfono anche Giovanna Zedde, Marilena Rojch, Michele Siotto, Francesco Fadda, Fausta Moroni, Franca Rosa Contu, gli assessori Gianni Dettori e Valeria Romagna) nel rimarcare l’impegno di forze dell’ordine, militari dell’Esercito, volontari, dipendenti comunali e della società “in house” E-Comune.
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