«Mamoiada riparte e punta sulla via dell’enoturismo»

L’assessore Crisponi: abbiamo 25 cantine, ognuna rappresenta un museo

MAMOIADA. «Abbiamo due possibilità: o piangerci addosso (cosa che noi mamoiadini non siamo abituati a fare) oppure rimboccarci le maniche e reagire in maniera positiva come abbiamo sempre fatto». Il vice sindaco Francesco Crisponi, 49 anni, imprenditore, sposato e padre di otto figli, cammina a passo veloce nel corso Vittorio Emanuele. Quando si infila nella palazzina municipale che dà su piazza Santa Croce parla con un sorriso largo così. «Mi auguro che passata questa fase di emergenza, si possa tornare presto a visitare il nostro territorio che tanto ha da offrire a chi vuole conoscere e fare tesoro della nostra cultura millenaria» sottolinea con orgoglio mentre prende posto in sala giunta e inizia a scartafogliare una pila di documenti, lettere e circolari. «Al Centro sportivo manca soltanto la posa del tappeto in erba sintetica – svela –, poi ci sono da aggiungere una parete per l’arrampicata e un campo polifunzionale coperto, sempre in sintetico… Nella scuola media abbiamo sistemato i nuovi arredi, c’erano ancora quelli di 50 anni fa… » si affretta a chiudere il faldone.

«Sono certo – rimarca – che ci riapproprieremo di tutto ciò che questo tempo sospeso, irreale e immobile, ci ha tolto, la nostra socialità, la nostra accoglienza, le nostre tradizioni, il nostro essere». Da cinque anni nella squadra del sindaco Luciano Barone (Mamoiada andrà al voto il prossimo autunno), Crisponi è assessore alla Cultura, turismo, sport e sistema museale. Dati alla mano, parla soprattutto delle proiezioni future partendo dal fatto che Mamoiada è diventata ormai una delle migliori realtà economico-sociali dell’intera Barbagia. Riscattandosi da un passato tormentato da bombe e fucilate e rigenerandosi fino a trasformarsi in una delle mete più ambite dai vacanzieri delle zone interne.

«La nostra comunità, dal punto di vista culturale e sociale ha avuto la maestria di reinventare la propria economia riadattando le proprie risorse, creando reddito da tanti settori, dal vitivinicolo all’accoglienza, dall’allevamento all’artigianato». Basta leggere un po’ di statistiche su questo paese di 2.600 residenti. Per esempio: «I numerosi biglietti staccati al Museo delle maschere mediterranee, dove sono stati investiti svariati milioni di euro e dove negli ultimi anni sono aumentate le presenze grazie anche allo splendido lavoro della società cooperativa Viseras». «In questi ultimi anni sono state tante le attività intraprese – va avanti deciso il vice sindaco –. Basti pensare alle 25 cantine che commercializzano il vino in tutto il mondo, riscuotendo un grandissimo successo, ormai vero settore trainante della nostra economia». Un giro d’affari stimato in due, tre milioni di euro l’anno, con investimenti sempre maggiori e un effetto moltiplicatore che lascia il segno. «Tantissimi i vigneti che i mamoiadini stanno impiantando». L’effetto domino è evidente, con l’apertura di nuovi bed and breakfast e ristoranti, «tre negli ultimi due anni, ora sta aprendo anche un altro agriturismo». «Mamoiada sta scoprendo una imponente vocazione turistica improntata sulla cultura e le tradizioni, sull’enogastronomia e sull’archeologia, forte delle testimonianze presenti persino all’interno del perimetro urbano, quali Sa Perda Piantà, e varie domus de janas, la necropoli di Istevene, composta da sette domus, all’interno di una di queste è scolpita la protome taurina… ».

Mamoiada, insomma, mostra evidenti i segni della continuità abitativa dal Neolitico fino al giorno d’oggi, un aspetto, questo, messo in risalto anche da Maria Ausilia Fadda, già direttrice della Soprintendenza dei beni archeologici di Nuoro.

«Ma la nuova frontiera – interviene subito Francesco Crisponi – è il nascente enoturismo. Ogni cantina e ogni vigna è un piccolo museo da visitare e vivere». «In genere la nostra comunità – evidenzia l’assessore – viene associata alle maschere, mamuthones e issohadores, che sono certamente l’aspetto identitario più rappresentativo. Una tradizione portata avanti in maniera eccellente dall’Associazione Pro loco e dall’Associazione Atzeni. Mamoiada, inoltre, può contare su molte altre associazioni culturali che rendono viva e attrattiva la comunità».

«Una comunità che ora gode di una vera e meritata pace sociale, senza la quale non ci può essere sviluppo, a cui tanti prima di noi hanno lavorato, e noi continueremo a farlo». Certo, il coronavirus ha brutalmente bloccato le ruote motrici, «ma adesso dobbiamo ripartire». «Penso ai nostri eventi più importanti: Sant’Antonio abate, il carnevale, le Tappas, il Premio di poesia, Archeomusicando, Mamuthone ad honorem, Mamumask, Notte nighedda, la Giornata della solidarietà, le feste campestri, la Settimana Santa, le altre feste religiose… Vorremmo proprio – è l’auspicio di Crisponi a nome di tutta l’amministrazione Barone – che nessuno rimanesse indietro, in particolare tutte quelle persone che in questo periodo stanno vivendo un disagio economico e non solo. Vorrei che ripartissimo tutti con più entusiasmo di prima, certi che il “noi” è sempre meglio dell’io».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

WsStaticBoxes WsStaticBoxes