Seta, cuore e Fashion week: il trionfo di Thaira
di Valeria Gianoglio
Dalle sfilate a Milano alle offerte per la Russia: il successi di Sara Ruiu. «E ora sogno un mio atelier»
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NUORO. La sua ultima creazione – le mascherine-folk o le folk-erine con i colori e l’eleganza sobria del costume nuorese – è figlia della pausa forzata legata alla quarantena e di una sana capacità di adattamento alle difficoltà. E ha spopolato sul web. Ma a scorrere il suo curriculum – tra sfilate a Milano, richieste arrivate dalla Russia, e decine di inviti per partecipare a eventi legati all’alta moda – nonostante gli appena 26 anni, Sara Ruiu ha già l’esperienza necessaria per capire cosa fare della sua vita professionale. «Per ora – dice – so che ho trovato la mia strada: creare vestiti per l’alta moda, curarne ogni dettaglio, utilizzare materiali di pregio, e vestire una donna che è elegante e sensuale senza mai essere volgare. Grazie ai suggerimenti di mia mamma ho scoperto che è questo che mi piace fare, e per questa ragione mi sveglio ogni giorno con il sorriso». Nuorese, diplomata alle ex Magistrali, e un altro diploma all’Istituto di Moda e immagine di Giuseppe Pinu che tanti talenti ha sfornato: Sara Ruiu non ha impiegato tanto per capire che l’arte di creare il bello dalle stoffe pregiate – in particolare il velluto e la seta arricchiti da preziosi ricami– sarebbe diventata la sua vita. «Dopo il diploma, ho cominciato a disegnare abiti femminili e a produrli – racconta – ho creato un mio marchio, un mio brand, l’ho chiamato Thaira ispirandomi al nome di mia nipote. Mi piaceva il suono e il significato: i purezza . Sono partita, con un piccolo laboratorio qui a Nuoro. Ho iniziato a partecipare con i miei modelli a sfilate ed eventi, e da lì ho ricevuto inviti per altre manifestazioni. Come per la Milano fashion week di fine febbraio». «Quella di Milano – racconta la giovane stilista – è stata una esperienza straordinaria. Sono partita insieme al mio piccolo staff di famiglia, mia madre Eta e mia cognata. Ho fatto sfilare quindici abiti disegnati e confezionati interamente da me, e uno in particolare, quello da sposa, aveva un copricapo ispirato a “sa benda” nuorese. L’ho fatto indossare a una modella del Senegal, ed è stato un successo. È stata una grande soddisfazione: ho portato un pezzo della mia terra e della mia Nuoro alla Fashion week, che ha segnato anche un mio passaggio personale e professionale, visto che ho fatto sfilare anche abiti più semplici, da giorno». «Le mascherine–folk in raso di seta, e quella ispirata al costume maschile nuorese, con una tasca interna per inserire il filtro, invece, sono frutto di questi mesi di quarantena – racconta – le ho prodotte per l’iniziativa di solidarietà “Regalo sospeso”, ma poi ho visto che stavano avendo successo e così ho continuato. E per il futuro ho tanti progetti. Un mio atelier e vedere il mondo con i miei vestiti, ma con la Sardegna e Nuoro sempre nel cuore».
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