il birrificio artigianale
“Bruncu Spina”, la nuova bionda così Zemyna esce dal lockdown
di Gianluca Corsi
NUORO. Si chiama Bruncu Spina ma ha radici e cuore sotto l’Ortobene. Non stiamo parlando di un gioco per sardi fanatici campanilisti, ma del nuovo marchio prodotto dal birrificio Zemyna (accento...
2 MINUTI DI LETTURA
NUORO. Si chiama Bruncu Spina ma ha radici e cuore sotto l’Ortobene. Non stiamo parlando di un gioco per sardi fanatici campanilisti, ma del nuovo marchio prodotto dal birrificio Zemyna (accento tonico sulla e, mi raccomando) di Nuoro (stavolta sulla u), che in questi giorni fa il suo spumeggiante debutto tra le bionde cittadine. E la Golden Ate, primo riuscitissimo esperimento del nuovo marchio, è talmente buona da aver colpito subito un gruppo imprenditoriale decisamente sensibile alle sinergie con i produttori locali.
I responsabili del gruppo Ippo Nonna Isa, dopo l’assaggio non hanno avuto dubbi, e la trattativa con i soci del birrificio nuorese, con stabilimento a Pratosardo, è andata liscia come un buon boccale gelato. E così la nuova bionda è già in distribuzione nella fitta rete di punti vendita che include via Aosta 1, via Peppino Catte 43, via Lombardia 76, via Lamarmora 173, piazza De Bernardi 27 e via Funtana Buddia 107.
«La nostra politica di vicinanza e di valorizzazione dei prodotti nuoresi (e sardi) – spiegano i responsabili del gruppo – non poteva fare a meno della nuova arrivata tra le birre, che peraltro è davvero sorprendente». Sarà per quel vago sentore floreale e di frutti esotici che lascia inizialmente sul palato. Qualcuno addirittura sente «carasadura de pane».
Una birra dal sapore delicato, dunque, con sentori di malto e, sul finale, un perfetto equilibrio tra dolce e amaro. Per i produttori del birrificio Zemyna S.r.l. (https://www.birrificiozemyna.com/), che hanno continuato a operare in perfetta igiene e sicurezza anche in pieno lockdown (attivando le consegne a domicilio delle ormai collaudate Saulè, Kartus, Aukso e Menulis) si tratta di una scommessa nuova. A cominciare dalla scelta di denominazione del nuovo marchio.
Dopo un’affascinante tradizione di nomi rubati alla mitologia baltica, dove di bionde se ne intendono – la stessa Zemyna era la dea della terra lituana, il cui nome viene da zeme, terra, perché personifica la Madre Terra, umida, fertile, nera (il colore della terra fertile) e potente – si è optato per una bella virata sul locale. Ma perché proprio Bruncu Spina? «Ci serviva un nome universalmente riconoscibile e che richiamasse un luogo simbolo – spiegano ancora i soci del birrificio nuorese – ma è anche un efficace bifronte (parola che, letta da destra ha un significato e letta da sinistra ne ha un altro, ndr.): provate a leggerlo al contrario e verrà fuori spina a bruncu (spina al bacio)».
I responsabili del gruppo Ippo Nonna Isa, dopo l’assaggio non hanno avuto dubbi, e la trattativa con i soci del birrificio nuorese, con stabilimento a Pratosardo, è andata liscia come un buon boccale gelato. E così la nuova bionda è già in distribuzione nella fitta rete di punti vendita che include via Aosta 1, via Peppino Catte 43, via Lombardia 76, via Lamarmora 173, piazza De Bernardi 27 e via Funtana Buddia 107.
«La nostra politica di vicinanza e di valorizzazione dei prodotti nuoresi (e sardi) – spiegano i responsabili del gruppo – non poteva fare a meno della nuova arrivata tra le birre, che peraltro è davvero sorprendente». Sarà per quel vago sentore floreale e di frutti esotici che lascia inizialmente sul palato. Qualcuno addirittura sente «carasadura de pane».
Una birra dal sapore delicato, dunque, con sentori di malto e, sul finale, un perfetto equilibrio tra dolce e amaro. Per i produttori del birrificio Zemyna S.r.l. (https://www.birrificiozemyna.com/), che hanno continuato a operare in perfetta igiene e sicurezza anche in pieno lockdown (attivando le consegne a domicilio delle ormai collaudate Saulè, Kartus, Aukso e Menulis) si tratta di una scommessa nuova. A cominciare dalla scelta di denominazione del nuovo marchio.
Dopo un’affascinante tradizione di nomi rubati alla mitologia baltica, dove di bionde se ne intendono – la stessa Zemyna era la dea della terra lituana, il cui nome viene da zeme, terra, perché personifica la Madre Terra, umida, fertile, nera (il colore della terra fertile) e potente – si è optato per una bella virata sul locale. Ma perché proprio Bruncu Spina? «Ci serviva un nome universalmente riconoscibile e che richiamasse un luogo simbolo – spiegano ancora i soci del birrificio nuorese – ma è anche un efficace bifronte (parola che, letta da destra ha un significato e letta da sinistra ne ha un altro, ndr.): provate a leggerlo al contrario e verrà fuori spina a bruncu (spina al bacio)».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
