Boom di test sierologici per sentirsi rassicurati
di Simonetta Selloni
Nel capoluogo un laboratorio privato sta ricevendo molte richieste dai cittadini Il controllo costa 35 euro ma in caso di positività bisogna fare i tamponi
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NUORO. C’è chi è stato chiuso in casa per tutto il lockdown, limitando i contatti con l’esterno all’indispensabile, e comunque vuole sentirsi rassicurato. E c’è invece chi, per tante ragioni, ha continuato a uscire per le più svariate (e necessitate) ragioni. Di conseguenza si è esposto a possibili contatti con il coronavirus. Sono soprattutto queste le persone che da lunedì scorso telefonano al laboratorio di analisi Lan, a Nuoro. Il laboratorio da ieri ha iniziato a eseguire il test sierologico qualitativo rapido per accertare la presenza di anticorpi al Sars-Cov2. È un test a pagamento, costa 35 euro. «Telefonano in tanti, anche dalla provincia. Spesso sono disorientati anche per l’incertezza che percepiscono riguardo le disposizioni relative alla mobilità», spiega la dottoressa Giannina Puddu, rappresentante legale del laboratorio di via Manzoni. Gli utenti che prenotano il test non sanno se rientreranno nel campione delle 150mila persone (7mila in Sardegna) che sarà sottoposto ai test sierologici avviati in campo nazionale e affidati alla Croce Rossa. Quindi giocano d’anticipo, si prendono il sicuro.
L’accertamento che viene fatto al Lan è del tipo qualitativo rapido. Vale a dire che è in grado di dire se chi vi si sottopone abbia sviluppato gli anticorpi che l’organismo produce in risposta a un’infezione, in questo caso al contatto con il Cov 2. «Si tratta di immunoglobuline del tipo IgM e IgG. Le Igm rappresentano la prima linea di difesa, e l’organismo le produce nella fase iniziale del contatto con il virus – spiega Maria Maddalena Cucca, direttrice sanitaria del laboratorio –. Le IgG vengono prodotte in una seconda fase, anche 12-15 giorni dopo il contatto, e rimangono nell’organismo più a lungo».
Questi test danno una risposta del tipo positivo/negativo; il test su scala nazionale, di tipo quantitativo, individua anche la quantità degli anticorpi e per questa ragione vengono ritenuti più accurati. Il Lan sta attivandosi per poter eseguire il test semi-quantitativo, più approfondito di quello rapido. «Naturalmente questi test sono molto importanti sia per avere un riscontro epidemiologico, senza considerare il fatto che comunque anche a livello psicologico rassicurano le persone che vi si sottopongono – continua la responsabile sanitaria –. Il punto è che sul Cov 2 non si sanno ancora tante cose. Ad esempio quanto duri l’immunità».Per la cronaca, i test eseguiti al Lan hanno finora dato esito negativo. Ma quali protocolli seguire in caso di risposta positiva al test? «Gli utenti si dovrebbero rivolgere al loro medico di base, e da lì si innesca la catena di controllo». Bisogna infatti specificare che la controprova, o meglio il sistema che individua l’infezione attiva da coronavirus, resta il tampone. La valutazione se sottoporre a tampone una persona positiva a un test eseguito in un laboratorio privato è in capo alle autorità sanitarie, diversamente da eventuali positività riscontrate con lo screening nazionale. Lì il passaggio all’approfondimento è automatico.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’accertamento che viene fatto al Lan è del tipo qualitativo rapido. Vale a dire che è in grado di dire se chi vi si sottopone abbia sviluppato gli anticorpi che l’organismo produce in risposta a un’infezione, in questo caso al contatto con il Cov 2. «Si tratta di immunoglobuline del tipo IgM e IgG. Le Igm rappresentano la prima linea di difesa, e l’organismo le produce nella fase iniziale del contatto con il virus – spiega Maria Maddalena Cucca, direttrice sanitaria del laboratorio –. Le IgG vengono prodotte in una seconda fase, anche 12-15 giorni dopo il contatto, e rimangono nell’organismo più a lungo».
Questi test danno una risposta del tipo positivo/negativo; il test su scala nazionale, di tipo quantitativo, individua anche la quantità degli anticorpi e per questa ragione vengono ritenuti più accurati. Il Lan sta attivandosi per poter eseguire il test semi-quantitativo, più approfondito di quello rapido. «Naturalmente questi test sono molto importanti sia per avere un riscontro epidemiologico, senza considerare il fatto che comunque anche a livello psicologico rassicurano le persone che vi si sottopongono – continua la responsabile sanitaria –. Il punto è che sul Cov 2 non si sanno ancora tante cose. Ad esempio quanto duri l’immunità».Per la cronaca, i test eseguiti al Lan hanno finora dato esito negativo. Ma quali protocolli seguire in caso di risposta positiva al test? «Gli utenti si dovrebbero rivolgere al loro medico di base, e da lì si innesca la catena di controllo». Bisogna infatti specificare che la controprova, o meglio il sistema che individua l’infezione attiva da coronavirus, resta il tampone. La valutazione se sottoporre a tampone una persona positiva a un test eseguito in un laboratorio privato è in capo alle autorità sanitarie, diversamente da eventuali positività riscontrate con lo screening nazionale. Lì il passaggio all’approfondimento è automatico.
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