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Centri estivi, via alla presentazione dei progetti

Centri estivi, via alla presentazione dei progetti

I titolari delle strutture pronti a ripartire. Padre Giuseppe: Apriremo solo la scuola, l’oratorio si ferma

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NUORO. Il 15 giugno riapriranno i centri estivi per la gioia dei bambini (a partire dai tre anni), e delle famiglie che dopo tre mesi di lockdown riprenderanno a respirare. Sarà il giorno della rinascita, dell’euforia repressa da una pandemia che ha cambiato la vita di tutti. Così ludoteche, scuole materne e strutture di accoglienza, sotto forma di centri estivi, potranno riprendere le loro attività. Ma sul fatto che non si tratterà di un ritorno alla normalità, non c’è più alcun dubbio. D’ora in avanti, tutto verrà scandito dalle linee guida del Ministero che dettano modi e regole ferree da seguire se si vuole ricominciare. Ieri il Comune, dopo il primo incontro di qualche giorno tra gli assessori alla Pubblica istruzione e alle Politiche sociali, Sebastian Cocco e Valeria Romagna e i titolari delle strutture, ha aperto le domande per la presentazione dei progetti che, comprensivi delle attività che gli operatori intendono svolgere, dovranno essere accompagnati dall’assunzione di responsabilità delle famiglie dei bambini e degli adolescenti che verranno accolti. Si darà priorità alle famiglie con entrambi i genitori che lavorano, e ai bambini portatori di handicap. La documentazione deve essere inviata al Comune di Nuoro, Ufficio servizi sociali area minori, all’indirizzo pec: protocollo@pec.comune.nuoro.it. Durante l’incontro si è parlato di sanificazione, di norme igienico-sanitarie, della possibilità di somministrare i pasti dov’è sempre stato presente il servizio mensa, della necessità di formare gli operatori sull’emergenza Covid. Poi, però, si è rinviato a un ulteriore confronto con la Prefettura e l’Ats per valutare meglio le condizioni per riaprire e accogliere i bambini in sicurezza. «Siamo consapevoli del fatto che quest’anno non sarà come in passato. La riapertura dal 15 giugno al 31 luglio, potrà esserci solo se si hanno gli spazi idonei per svolgere l’attività a determinate condizioni – dice padre Giuseppe Magliani, parroco delle Grazie e responsabile dell’omonima scuola materna –. Quest’anno ci sarà il numero chiuso, in base alla planimetria dell’area che si occuperà che dovrà essere inserita nel piano di sicurezza. Noi riusciremo ad attivare solo la Materna con un operatore ogni 5 bambini. L’oratorio, invece resterà chiuso. A queste condizioni riaprire in sicurezza è impossibile».

Dello stesso tenore l’intervento di Emanuela Puledda, coordinatrice didattica della scuola materna Guiso Gallisai. «Siamo pronti a ricominciare, seppur con qualche difficoltà, visti i vincoli del decreto. Nella nostra struttura il problema non è lo spazio, assolutamente sufficiente per accogliere i nostri piccoli, e neppure il numero degli educatori. Piuttosto – aggiunge – è l’incertezza di riuscire a far rispettare le distanze a bambini di questa età». (k.s.)

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