Hotel, a Nuoro aperto solo il Grillo: «Sabato il primo gruppo»

Antonella Stochino: «Abbiamo deciso di ripartire anche solo per pochi clienti». «Non sarà facile, tra tante disdette soprattutto dall’Europa. Ma ce la faremo»

NUORO. «Sabato ... sabato, se tutto va bene, arriverà il primo gruppo di questa stagione. Sono sardi e sono una quindicina di amanti delle bici. E saremo felici di accoglierli come sempre abbiamo fatto prima di questa pandemia, faremo vedere loro le bellezze di Nuoro. Quest’anno, a giudicare dalle disdette che abbiamo ricevuto, mi sa che ci dovremo scordare i grupponi di turisti dall’Europa. Ma non importa, speriamo di rifarci con i sardi e con il resto degli italiani. Terremo aperto anche se non guadagneremo, ma ci teniamo troppo al nostro lavoro». Antonella Stochino, l’emozione, la mostra tutta, quando racconta la sudata ripartenza dopo i due mesi di quarantena stretta, il senso profondo di frustrazione nel restare fermi, la prepotente voglia di ripartire. Lei, insieme alla mamma Mirella – 82 anni di energia ed esperienza – al ricordo sempre vivo del papà, e ad altri due fratelli, gestisce da una vita l’attività di famiglia: l’hotel Grillo di via Monsignor Melas.

E sempre da lì, a due passi dal corso Garibaldi e dai “Giardinetti”, lo scorso 18 maggio ha deciso di riaprire i battenti dopo il lockdown, e di riaprirli in splendida solitudine visto che gli unici altri due hotel presenti a Nuoro città – l’Eurohotel e il Sandalia – sono tutt’ora chiusi e non si sa con certezza quando riapriranno. «Non è stato facile restare chiusi per due mesi – racconta Antonella Stochino – come per tutti è stata una esperienza difficilissima. Abbiamo dovuto mettere in cassa integrazione i nostri dipendenti, siamo dovuti restare fermi dopo una vita intera che eravamo abituati ai clienti, abbiamo ricevuto decine di disdette di prenotazioni fatte da mesi. E abbiamo visto sfumare un’intera stagione di lavoro che da sempre ci fornisce l’ossigeno per tutto l’anno. Ogni anno, infatti, è proprio in questo periodo, e sin dal mese di aprile, che accogliamo la maggior parte dei nostri clienti dell’intero anno: in genere si tratta di turisti austriaci, svizzeri, europei in ogni caso. Fanno tappa anche a Nuoro e girano spesso in bici o moto. Avevamo già molte prenotazioni, ma poi, a causa della pandemia, è saltato tutto. Siamo rimasti chiusi dal 10 marzo al 18 maggio. Poi, nonostante le difficoltà, abbiamo deciso di riaprire sia il ristorante, sia l’hotel. La nostra è un’attività di famiglia, siamo abituati a lavorare: non ce la stavamo facendo, a restare chiusi. Avremmo rischiato la depressione». «Certo – continua Antonella Stochino – dalla riapertura abbiamo lavorato poco, e per lo più con clienti arrivati a Nuoro per lavoro, per qualche cantiere. Idem per il ristorante. Non è facile vedere la sala ancora semi-vuota ma è sempre meglio che restare fermi. E poi vogliamo avere fiducia nel futuro. Sarà emozionante, sabato, accogliere il primo gruppo di 15 biker. Siamo pronti e felici di ripartire con loro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

WsStaticBoxes WsStaticBoxes