Bosa, il nuovo canale di S’Aladerru non si farà
di Alessandro Farina
Dopo anni di progettazioni, la giunta Casula decide di allargare il canale tombato di via Lamarmora
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BOSA. Colpo di scena sul progetto del canale di S’Aladerru. Dopo quindici anni di vicende progettuali, amministrative e politiche, la Giunta guidata dal sindaco Piero Franco Casula ha deciso di rivedere la soluzione che prevedeva la costruzione di un nuovo canale, con deflusso delle acque del rio S’Aladerru a monte dello storico ponte in trachite. L’esecutivo, nei giorni scorsi, ha dato agli uffici disposizioni per la redazione di un nuovo progetto che prevede l’allargamento dell’attuale canale tombato di via Lamarmora, mettendo per ora da parte la questione del nuovo canale. Una sorta di rivoluzione dopo anni di studi, ricerche e progetti tesi a trovare una soluzione al deflusso delle acque meteoriche dei ruscelli Su Codulanu (che raccoglie le acque di Monte Unu) e soprattutto del rio S’Aladerru, che in tempi di piogge torrenziali o bombe d’acqua non pochi danni hanno causato alla città del Temo. Il ricordo delle due esondazioni di maggio e fine estate 2018, e dei danni patiti da cittadini e imprese, è ancora vivo nella memoria. L’assessorato regionale ai Lavori pubblici nel febbraio 2005 aveva stanziato oltre un milione e 500mila euro per intervenire con urgenza. Era seguita una lunga fase di proposte progettuali, con alla fine una soluzione che sembrava rispondere agli obiettivi: deviare buona parte delle acque di S’Aladerru su un nuovo canale diretto al fiume Temo, con sbocco a est dello storico ponte in trachite. Opera questa da circa 3 milioni di euro, con ulteriori finanziamenti concessi dalla Regione per integrare i fondi già bilanciati. In 15 anni la questione Aladerru, però, ha visto non poche approvazioni di progetti preliminare ed esecutivo in giunta, consigli comunali rinviati per incompatibilità, approvazioni e poi annullamenti in autotutela. Tanto che a maggio 2018, per cercare di venire a capo dell’intricata vicenda la Regione aveva nominato un commissario ad acta. Ma anche dopo le elezioni amministrative del 2019, con il testimone che da Luigi Mastino era passato a Piero Franco Casula, le situazioni di incompatibilità in aula non sono mancate. Già a dicembre 2019 il sindaco aveva espresso al commissario la «disponibilità a valutare altre soluzioni per concludere l’iter di approvazione del progetto». Compresa la possibilità di rivedere l’idea della costruzione del nuovo canale che diventa scelta formale con la delibera di giunta 54 del 21 maggio scorso. Non prima di alcune riunioni tecniche a Cagliari, dove sono state valutate le varie opzioni. A prevalere quella che prevede tutti gli interventi necessari per adeguare il canale tombato esistente di via La Marmora affinché possa convogliare verso il Temo tutta la sua portata, senza la realizzazione, del canale di guardia a monte dell’abitato.
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