Canale tombato, invito alla cautela
di Alessandro Farina
Bosa, l’associazione Medici per l’ambiente interviene sulla scelta di ampliarlo
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BOSA. La scelta della giunta di ampliare il canale tombato di via La Marmora, anziché realizzarne uno per deviare la portata del rio S’Aladerru, ha provocato l’intervento di Mario Fiumene, dell’associazione Isde medici per l’ambiente. «Da quanto si evince il progetto sarebbe la migliore soluzione per superare un impasse che da anni arrovella gli amministratori. Un progetto importante – scrive Fiumene – che merita una attenzione e qualche riflessione».
Primo argomento sollevato quello dei torrenti, alimentati dalle acque piovane, che vanno a riversarsi in modo naturale nel fiume Temo, attraversando il centro cittadino, come nel caso del canale tombato di via La Marmora. Opera che raccoglie le acque dei torrenti Su Codulanu e S’Aladerru. «Talvolta gli interventi dell’uomo non possono dominare il percorso naturale delle acque e a tal proposito è bene ricordare quanto avvenuto nel dicembre 2004 a Villagrande Strisaili». Una vicenda dove, ricorda Mario Fiumene «La sentenza del tribunale fa menzione di tragedia evitabile, di inadempienze, di errori progettuali». Passaggio che sembra risuonare come una sorta di monito a valutare con attenzione tutti gli aspetti in gioco. L’altra riflessione di Isde prende spunto invece da una affermazione, e cioè che “L’ambiente è per l’uomo” con richiamo all’enciclica di Papa Francesco “Laudato sì” su ambiente, cambiamenti climatici ed aspetti sociali. Per Mario Fiumene «Dobbiamo essere prudenti e avveduti nelle scelte, visto il grave momento attuale», con una terza riflessione sottoforma di domanda: «A che luoghi di vita possiamo aspirare?» si chiede, chiudendo l’intervento pubblico, Mario Fiumene.
Nella città fluviale da decenni, tanto più dopo la realizzazione della nuova diga foranea alla foce e lo sbancamento di Capo d’Aspu, i principali problemi idraulici sono determinati dai canali che convogliano le acque collinari al Temo. Particolare attenzione merita il canale tombato di via La Marmora, che in varie occasioni dagli anni 2000 ad oggi, nel solo 2018 due gli episodi, non ha retto l’ondata di piena esondando ed allagando il centro cittadino, con ingenti danni. Questo il nodo da sciogliere quindi, attraverso una soluzione che, racconta la cronaca anche politica, fa fatica a diventare realtà.
Primo argomento sollevato quello dei torrenti, alimentati dalle acque piovane, che vanno a riversarsi in modo naturale nel fiume Temo, attraversando il centro cittadino, come nel caso del canale tombato di via La Marmora. Opera che raccoglie le acque dei torrenti Su Codulanu e S’Aladerru. «Talvolta gli interventi dell’uomo non possono dominare il percorso naturale delle acque e a tal proposito è bene ricordare quanto avvenuto nel dicembre 2004 a Villagrande Strisaili». Una vicenda dove, ricorda Mario Fiumene «La sentenza del tribunale fa menzione di tragedia evitabile, di inadempienze, di errori progettuali». Passaggio che sembra risuonare come una sorta di monito a valutare con attenzione tutti gli aspetti in gioco. L’altra riflessione di Isde prende spunto invece da una affermazione, e cioè che “L’ambiente è per l’uomo” con richiamo all’enciclica di Papa Francesco “Laudato sì” su ambiente, cambiamenti climatici ed aspetti sociali. Per Mario Fiumene «Dobbiamo essere prudenti e avveduti nelle scelte, visto il grave momento attuale», con una terza riflessione sottoforma di domanda: «A che luoghi di vita possiamo aspirare?» si chiede, chiudendo l’intervento pubblico, Mario Fiumene.
Nella città fluviale da decenni, tanto più dopo la realizzazione della nuova diga foranea alla foce e lo sbancamento di Capo d’Aspu, i principali problemi idraulici sono determinati dai canali che convogliano le acque collinari al Temo. Particolare attenzione merita il canale tombato di via La Marmora, che in varie occasioni dagli anni 2000 ad oggi, nel solo 2018 due gli episodi, non ha retto l’ondata di piena esondando ed allagando il centro cittadino, con ingenti danni. Questo il nodo da sciogliere quindi, attraverso una soluzione che, racconta la cronaca anche politica, fa fatica a diventare realtà.
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