Dorgali, il turismo sul lago azzoppato dal coronavirus
di Nino Muggianu
L’agriturismo Canales sulle sponde del Cedrino fronteggia decine di cancellazioni «Prenotazioni dagli Usa: l’agenzia ha chiuso per il Covid. Ripartiamo dai sardi»
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DORGALI. Un po’ a fatica ma riparte anche “l'altro mare” di Dorgali, il lago Cedrino che ogni anno in questo periodo era già solcato da decine di canoe di turisti specie stranieri in cerca di emozioni, pagaiando in mezzo alla natura davvero incontaminata. Doveva essere un anno eccezionale per l'agriturismo Canales dell'ex pastore Nanni Nieddu, che negli anni si è conquistato la fiducia degli amanti della natura di mezzo mondo; invece la pandemia causata dal Coronavirus ha spezzato le ali della piccola azienda con vista mozzafiato sul bacino artificiale nato dallo sbarramento sul fiume Cedrino.
L’azienda, a vario titolo, occupava una dozzina di persone. Ora si dovrà ripartire a livello familiare. Oltre a Nanni, alla signora Lina, quest'anno, almeno in partenza, l'equìpe sarà formata dai figli Anna e Francesco con Daniela. L'anno migliore di sempre, almeno nelle previsioni, è diventato un incubo. Il titolare ha dovuto ridare indietro decine di anticipi sulle prenotazioni, pur avendone già investito una parte. Una mazzata che avrebbe abbattuto chiunque: non certo Nanni Nieddu che in questo periodo è ritornato a fare a pieno titolo il pastore per tirare avanti. Ma adesso, il peggio sembra essere passato e già da una settimana sono arrivati i primi ospiti, sardi, sempre presenti nel versante Oliena del lago.
Per questa fine settimana è previsto un buon numero di turisti per una bene augurante ripartenza. E come nelle grandi occasioni, perché questa è una grande occasione, si farà festa. Zia Grassia Casari, la suocera di Nanni, prepara s'aranzada, il dolce tipico dorgalese dei matrimoni dei battesimi, delle feste importanti insomma. Un dolce di buon auspicio per dimenticare l'amarezza della stagione.
«Peccato. Doveva essere forse l'anno più importante. Avevamo il pienone fino ad ottobre. In particolare una agenzia della California che aveva pubblicizzato la Blue Zone, l’area nella quale si registra l’alto numero di centenari, con un successo incredibile. Ma l’agenzia purtroppo, a causa covid-19 ha fallito. Chissà perché il 2020 è apparso subito un anno straordinario, adesso possiamo dire che si è confermato straordinario anche se in senso negativo». Racconta con un po’ di amarezza ma con la tenacia del pastore barbaricino che non si arrende mai, il vero pioniere della valorizzazione del turismo sul lago Cedrino. Senza mancare di rimarcare quella che ritiene la cecità delle amministrazioni di Dorgali, che mai hanno mosso un dito per valorizzare una risorsa che in tanti centri non solo isolani sognano.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’azienda, a vario titolo, occupava una dozzina di persone. Ora si dovrà ripartire a livello familiare. Oltre a Nanni, alla signora Lina, quest'anno, almeno in partenza, l'equìpe sarà formata dai figli Anna e Francesco con Daniela. L'anno migliore di sempre, almeno nelle previsioni, è diventato un incubo. Il titolare ha dovuto ridare indietro decine di anticipi sulle prenotazioni, pur avendone già investito una parte. Una mazzata che avrebbe abbattuto chiunque: non certo Nanni Nieddu che in questo periodo è ritornato a fare a pieno titolo il pastore per tirare avanti. Ma adesso, il peggio sembra essere passato e già da una settimana sono arrivati i primi ospiti, sardi, sempre presenti nel versante Oliena del lago.
Per questa fine settimana è previsto un buon numero di turisti per una bene augurante ripartenza. E come nelle grandi occasioni, perché questa è una grande occasione, si farà festa. Zia Grassia Casari, la suocera di Nanni, prepara s'aranzada, il dolce tipico dorgalese dei matrimoni dei battesimi, delle feste importanti insomma. Un dolce di buon auspicio per dimenticare l'amarezza della stagione.
«Peccato. Doveva essere forse l'anno più importante. Avevamo il pienone fino ad ottobre. In particolare una agenzia della California che aveva pubblicizzato la Blue Zone, l’area nella quale si registra l’alto numero di centenari, con un successo incredibile. Ma l’agenzia purtroppo, a causa covid-19 ha fallito. Chissà perché il 2020 è apparso subito un anno straordinario, adesso possiamo dire che si è confermato straordinario anche se in senso negativo». Racconta con un po’ di amarezza ma con la tenacia del pastore barbaricino che non si arrende mai, il vero pioniere della valorizzazione del turismo sul lago Cedrino. Senza mancare di rimarcare quella che ritiene la cecità delle amministrazioni di Dorgali, che mai hanno mosso un dito per valorizzare una risorsa che in tanti centri non solo isolani sognano.
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