Macomer, la palestra diventa virtuale
di Alessandra Porcu
Lenta ripresa dopo il lockdown per la struttura Bio Salus di Stefania Giuliani
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MACOMER. Gennaio è per i titolari delle palestre il mese in cui si programma l’intera stagione lavorativa. Marzo e aprile sono il periodo clou. Le iscrizioni aumentano in modo esponenziale e si attivano nuovi corsi. Quest’anno, però, niente è andato secondo le aspettative. «La pandemia ha stravolto tutti i nostri piani – racconta la personal trainer macomerese Stefania Giuliani –. La chiusura forzata dal 10 marzo al 24 maggio ha influito pesantemente sul fatturato, mandando in fumo 1/3 dell’intero guadagno. Oltre all’aspetto economico, non trascurabile – ammette la titolare della Bio Salus – a mancare è stato il contatto con gli iscritti. La palestra è un luogo dove ci si prende cura del proprio fisico e della propria mente. Il distacco improvviso dalle mie “ragazze” mi ha destabilizzato». Dopo lo smarrimento iniziale, però, Stefania, diplomata all’Isef con una laurea in Scienze motorie e da 12 anni titolare di una palestra, si è rimessa in gioco. Di intraprendere una strada alternativa. E così, durante le 10 lunghe settimane di lockdown è entrata nelle case delle sue allieve. «Grazie alla piattaforma Meet sono riuscita a svolgere le lezioni via web. Poco a poco, ci siamo abituate a quella realtà virtuale che, oggi nonostante la riapertura del locale, continua a far parte delle nostre attività». L’allenamento “a distanza” riscuote un buon successo, 25 per volta. Il numero massimo di persone che è possibile seguire durante i 60 minuti di lezione. «Questo nuovo tipo di training – spiega Stefania Giuliani – permette a chi non può frequentare i corsi in presenza, di allenarsi da casa. Che si trovi a Sassari, ad Alghero o persino a Milano». E poi ci sono gli amanti della lezione classica che di quella virtuale proprio non ne vogliono sapere. «In questo caso le restrizioni anti Covid hanno imposto dei cambiamenti. Per ora sono attivi solo ginnastica posturale e pilates che consentono di rispettare la distanza interpersonale e di effettuare il movimento sul posto». Sospesi, fino a data da destinarsi, total body e gag, solo per citarne alcuni. A conti fatti, oltre il 50% delle attività sono off limits. Pure la giornata, al tempo del coronavirus, è scandita in modo diverso. «La mattina non si lavora più. Con le scuole chiuse, la maggior parte delle mamme si è vista costretta a rinuciare alla palestra. ma Sono convinta – conclude – che torneremo a pieno regime solo dall’inizio del 2021. Fino ad allora dobbiamo stringere i denti e continuare a reinventarci».
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